L’sos di monsignor Paglia: «Cambiamo l’assistenza agli anziani. È la riforma da fare subito». In Umbria gli over65 sono 229mila

L’ex vescovo di Terni, nel suo nuovo ruolo di presidente della commissione del Ministero della salute, elenca le cifre dell’emergenza. Servizi a domicilio e sul territorio invece di solo ospedali (sommersi da ricoveri inappropriati). La ricetta contro lo spopolamento dei borghi

M.Brun.

«Viviamo in media trent’anni in più. La riforma più urgente è quella che riguarda questo nuovo esercito di anziani». In Italia sono 14 milioni gli over 65 anni, in proporzione l’Umbria fa ancora di più: 229mila persone. A spiegarlo in una intervista a Libero, monsignor Vincenzo Paglia, per tanti anni vescovo di Terni, un protagonista della vita pubblica umbra, ora nella sua ultima veste di presidente della commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria istituita presso il Ministero della salute.

Per Paglia è urgente la legge di riforma del sistema perché rappresenta il fondamentale tassello di quella rivoluzione culturale che può innestare un vero circolo virtuoso.
«Siamo il Paese dove ancora, in tema di salute – dice – tutto è affidato agli ospedali, mentre la presenza sanitaria sul territorio e a domicilio per gli anziani è molto debole».
E il risultato è sotto gli occhi di tutti: «Il Ministero della salute valuta che 1,3 milioni di ricoveri siano inappropriati». Le cifre spese su questo conto sono enormi, «mentre a mio avviso basterebbero due miliardi per attuare la riforma».
E monsignor Paglia, in questa rivoluzione di prospettiva, introduce in elemento che ha un rilievo particolare per l’Umbria: «L’emergenza anziani e quella denatalità vanno di pari passo. La silver economy, che mette al centro gli anziani e il loro potenziale economico, deve andare di pari passo con una politica nuova di servizi dei territori. Potenziarli significa contribuire a fermare lo spopolamento di tanti borghi. Grazie ad anziani ben seguiti sul territorio dove vogliono vivere. Che evitano la fuga dei giovani».

E per «nonni e nipoti insieme c’è anche – conclude Vincenzo Paglia – il decisivo compito di ricucire il senso di comunità, con il riconoscimento delle nostre comuni radici, in un momento in cui “siamo tutti più individui e meno comunità». Su questa base si può partire per combattere l’inverno demografico che attanaglia tutta l’Italia, ma in modo speciale anche l’Umbria.

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