R.P.
PERUGIA – La sanità umbra è più sana che mai. A rimarcarlo con forza è stata la presidente della Regione, Donatella Tesei rispondendo a una interrogazione sullo stato della sanità umbra presentata dai consiglieri della Lega Paola Fioroni e Stefano Pastorelli.
Prendendo la parola, Fioroni ha spiegato che «l’amministrazione regionale è riuscita, nonostante le difficoltà ereditate dalle precedenti amministrazioni nonché quelle derivanti dall’emergenza pandemica e dalla crisi energetica, a consolidare e dare equilibrio al bilancio regionale sia dal punto di vista economico che finanziario, il tutto senza variare la pressione fiscale, mantenendo le agevolazioni previste e confermando le linee programmatiche di inizio mandato e come ribadite nel Defr».
I conti della sanità nazionale, ha rimarcato Fioroni, sono costantemente in rosso e l’Umbria, nonostante le numerose difficoltà, è sempre riuscita a non cedere: «Se infatti il deficit nazionale complessivo nel 2020 era pari ad euro 800 milioni, nel 2021 è salito a 1,025 miliardi per arrivare nel 2022 a 1,469 miliardi; un rosso ‘in netto peggioramento’ che viene misurato, secondo la Corte dei Conti, quale differenza tra le entrate previste dallo Stato per la copertura dei Lea e le spese sostenute per l’assistenza sanitaria. I conti in rosso per il 2022 riguardano ben 15 Regioni, anche se con differenze macroscopiche che arrivano ad un deficit di euro 247 milioni della Sicilia costringendo le Regioni a manovre di bilancio per dirottare al finanziamento del settore sanitario risorse aggiuntive per garantire l’equilibrio dei conti. Per recuperare le prestazioni dei pazienti non Covid rimaste indietro in questi due anni di pandemia, con particolare riferimento a quelle per i pazienti cronici, il governo è intervenuto a più riprese: già a fine 2020 erano stati infatti stanziati 500 milioni di euro confermati poi anche nella manovra di bilancio del 2022».
Passando al tema delle liste di attesa, la consigliera della Lega ha ricordato che la questione rientra in un «complesso quadro di difficoltà che sta vivendo la sanità di tutto il Paese, e che non riguarda solo l’Umbria, Regione che peraltro evidenziava già criticità e numeri importanti a cui le precedenti amministrazioni della nostra Regione non avevano saputo dare risposta, anche a causa del caso ‘Sanitopoli’ che ha fatto saltare anche l’attuazione del piano di smaltimento della giunta Marini. Per affrontare e risolvere la situazione, resa ancora più grave dal Covid, si sta ora lavorando alacremente ad un serio e strategico piano di ‘abbattimento’ delle stesse liste che ha già portato al passaggio dalle 85.000 prestazioni ereditate dal post covid alle attuali 62 mila che saranno smaltite entro luglio al ritmo di 1.000 prestazioni al giorno».
Per questo, Fioroni ha chiesto quindi di conoscere «lo stato effettivo del bilancio della sanità in Umbria, anche rispetto ad altre Regioni, le prospettive e le strategie presenti e future per il recupero delle liste di attesa e lo stato dell’arte effettivo, quale sia la situazione dell’Umbria nell’affidamento ai privati accreditati delle prestazioni anche rispetto alla situazione di altre Regioni».
Nel merito di tutti gli interrogativi è entrata la presidente Tesei. I costi della sanità regionale, ha affermato la governatrice, sono «aumentati in modo forte e stabile, con una stima dal 10 al 15%. Se in Italia vogliamo garantire la sanità pubblica dobbiamo incrementare il fondo sanitario delle Regioni, che negli ultimi 15 anni ha subito forti tagli. Altrimenti ci sarà un peggioramento dei servizi offerti ai cittadini. Abbiamo presentato al ministero della Salute un piano per l’incremento dei posti letto che per oltre l’80% saranno pubblici».
Non è mancata, quindi, una punzecchiata nei confronti del centrosinistra: «Qualcuno in quest’aula – ha proseguito la presidente – parlava di un buco nel bilancio della sanità di 200 milioni mentre Bonaccini chiedeva maggiori fondi al Governo per mantenere il carattere pubblico della sanità. A fronte di uno sbilancio delle sanità regionali aumentato di 700 milioni, l’Umbria ha il terzo miglior bilancio tra le Regioni italiane. Questo pone fine a certi procurati allarmi. Grazie ai fondi nazionali straordinari, il bilancio sanitario 2022 ha retto, ha mantenuto i servizi, senza bisogno di aumentare le tasse. I fondi straordinari del 2022 devono diventare ordinari ed essere confermati. La nostra attenzione, dopo aver riformato i pronto soccorso della regione, va alle liste di attesa».
Proprio sulle liste di attesa la governatrice ha snocciolato alcuni numeri: «Abbiamo ereditato 74mila prestazioni in attesa. D’ora in avanti ci sarà la distrettualizzazione delle prestazioni, per over 65 e fragili, affinché non debbano affrontare spostamenti troppo lunghi. Abbiamo messo in campo 7 milioni di fondi nazionali per abbattere le liste di attesa e permettere ai cittadini di avere risposte».
Tesei ha successivamente rimarcato la proficua collaborazione tra pubblico e privato per l’abbattimento delle liste: «Le Asl si sono occupate del 30% delle liste di attesa, appaltando il resto alle strutture private. Al contempo il pubblico deve impegnarsi a garantire l’effettuazione delle nuove prestazioni. A fine giugno le prestazioni da evadere erano 38 mila. Il 18 luglio avremo i dati aggiornati delle prime due settimane di luglio. Sulle nuove liste di attesa sarà importante il mese di luglio, quando dovremo abbattere lo stock generato ed evitare di creare nuove prestazioni in attesa. Si tratta di un lavoro molto complesso».
Nella replica la consigliera Fioroni ha ringraziato la presidente «per la puntualità nell’esplicitare le risposte. Vi chiedo di continuare in questa operazione, non solo per affrontare le liste di attesa ma per razionalizzare l’intero sistema in modo da renderlo sostenibile dal punto di vista finanziario garantendo il diritto alla salute agli umbri».


