ELENA CECCONELLI
TERNI – In occasione della 12esima edizione del Narnia Festival si torna a 31 anni fa. Quando avvenne la strage di Via d’Amelio. In cui furono uccusi dalla mafia Paolo Borsellino e la sua scorta. “L’uomo che doveva morire” di Carmine Fotia viene riprodotto a Narni. Per ricordare tramite le testimonianze dirette la mattanza perpetuata da Cosa Nostra. E il coraggio di chi lotta a costo della propria vita contro i fenomeni mafiosi.
Non solo la strage di Borsellino e della sua scorta. Ma una lunga scia di sangue è stata prodotta dalla mafia. Come l’assassinio del giudice Falcone. A distanza di tanti anni è fondamentale ricordare il sacrificio di quanti si sono battutati per contrastare la criminalità organizzata.
Proprio per questo Narnia Festival ha organizzato il 19 luglio, anniversario della morte di Paolo Borsellino, una giornata interamente dedicata a lui. Con la proiezione del documentario del giornalista Carmine Fotia “L’uomo che doveva morire” con le testimonianze di Agnese Borsellino e Andrea Camilleri. A cui è seguita la discussione con l’autore, l’assessore alla cultura di Narni, Giovanni Rubini e i giornalisti Constanze Reuscher di Propaganda Live e Antonio Roccuzzo di LA7.
Particolarmente toccante l’affermazione rivolta da Andrea Camilleri a Carmine Fotia non appena avvenuto l’assassinio di Borsellino «il 19 luglio per me è stato il crollo delle torri gemelle».
Dopo l’introduzione del discorso del giornalista Fotia, ha preso la parola Antonio Roccuzzo che ha sottolineato il compito che deve assolvere il giornalista d’inchiesta. In particolare colui che deve affrontare temi quanto mai delicati. Come quello della mafia e della criminalità organizzato appunto. E Borsellino ha sempre avuto il coraggio di lottare in ciò che credeva, nei suoi ideali di giustizia e legalità. Famosa la sua frase «“È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».
Ha concluso l’intervento Giovanni Rubini ricordando come anche l’Umbria abbia attivato una commissione anti- mafia lo scorso anno, per la prevenzione dei fenomeni mafiosi. Per contrastare un fenomeno che, purtroppo, ancora oggi si continua a verificare in varie e molteplici forme. Per cui è necessario esercitare la memoria, con testimonianze e documentazioni, per imparare a fronteggiarlo e indebolirlo.




