Elena Cecconelli
TERNI – Con l’avvicinarsi dell’estate iniziano le campagne anti – abbandono per sensibilizzare la popolazione a non lasciar in strada “Fido”, da sempre il miglior amico dell’uomo, con iniziative per incentivare i proprietari a viaggiare insieme al proprio animale. Eppure la legge regionale del 2015 demoralizza quanti hanno un cane, rischiando di incrementare il fenomeno del randagismo. Se da un lato Trenitalia ha da poco annunciato la proposta di portare sul treno fino al 15 settembre cani e gatti gratuitamente, mandando anche in onda sui vagoni degli spot della lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa) per diminuire gli episodi di abbandono, dall’altro lato la legge numero 11 del 2015 sta remando nell’esatta direzione opposta. L’art. 219 della legge sopra menzionata stabilisce infatti che il proprietario di un cane è tenuto a registrarlo all’anagrafe regionale informatizzata, collocata nel sistema informativo veterinario e alimenti (Siva) e connessa con l’anagrafe nazionale, entro 60 giorni di vita dell’animale o entro dieci giorni dal possesso nel caso di animale non registrato. In ogni caso è obbligatoria la registrazione prima della cessione, effettuata a qualunque titolo. Nella circostanza in cui ciò non avvenga il proprietario dell’amico a quattro zampe viene sanzionato con una multa da oltre 200 euro. In Umbria l‘unità operativa complessa di sanità animale ( Dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 2) dopo aver effettuato dei controlli a tappeto ha disposto 25mila multe arretrate per i proprietari dei cani. Sulle sanzioni sono sorte contestazioni da parte chi sostiene che siano illegittime. In base alla legge, ci sono 5 anni di tempo per riscossione di una sanzione, purché la violazione venga contestata entro 90 giorni. L’accertamento di queste violazioni potrebbe avere conseguenze anche sui veterinari che hanno effettuato a suo tempo la registrazione degli animali, perché la stessa legge stabilisce che «i medici veterinari devono in ogni caso verificare la presenza del microchip identificativo del cane. Nel caso di mancanza o di illeggibilità dello stesso, il proprietario o il detentore devono essere informati degli obblighi di legge e il medico veterinario libero professionista autorizzato ne deve dare comunicazione al servizio veterinario».
Qualcosa si sta smuovendo, sia tra i proprietari degli animali, sia nell’ordine dei veterinari per risolvere il paradosso di una legge nata proprio con lo scopo di arginare il fenomeno del randagismo, ma che potrebbe, in realtà, solamente aumentarlo.



