Nuovo Curi, «Non sufficienti le garanzie finanziarie». Il Comune non ci sta

Palazzo dei Priori vuole delucidazioni maggiori da parte dei proponenti del progetto

PERUGIA – E’ il tema caldo dell’estate perugina che tiene tutti – tifosi e non – con il fiato sospeso. Forse è un argomento che tiene banco più dell’ipotetico ripescaggio in serie B del Grifo. La risposta è semplice e allo stesso modo affascinante: la realizzazione del nuovo stadio “Renato Curi”.

Nei giorni scorsi sono iniziati i mal di pancia, con la maggioranza di governo a palazzo dei Priori che ha espresso qualche interrogativo sul progetto presentato  da “Arena Curi Srl”. Di rimando, la cordata di imprenditori che si è fatta avanti per la realizzazione della nuova casa del calcio perugino, ha voluto fornire alcune rassicurazioni sulla tenuta della proposta per non vedere finire in una bolla di sapone tutte le idee accumulate fin qui, chiedendo addirittura al Comune di dichiarare il progetto di “pubblico interesse”.
Come si ben si sa, la notizia è anche un’altra. Nel pomeriggio del 5 luglio è stata convocata una conferenza stampa a palazzo dei Priori nel corso delle quale il sindaco Andrea Romizi, l’assessore allo sport Clara Pastorelli e i responsabili della macchina amministrativa competenti diranno come stanno le cose.

In attesa dell’incontro pomeridiano, già serpeggiano le prime indiscrezioni. Il progetto, secondo voci da palazzo, non sarebbe sostenibile dal punto di vista economico e su questo versante il Comune vuole delucidazioni maggiori da parte dei proponenti, perché – da che mondo è mondo – le idee si concretizzano in realtà solo se ci sono i fondi e le coperture. Si parla di 70 milioni di euro, non di bruscolini. Poche ore e si saprà di più.

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