Ogni Its è bello a mamma sua, ma chi mette i soldi?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Terni, via alla Fondazione per il secondo Istituto tecnico di alta specializzazione. È già lanciata la sfida tra Ermanno Ventura e Letizia Pellegrini per la presidenza. Resta un solo – ma decisivo – problema: chi paga? Finiranno per presentare il conto a tutti noi contribuenti?

di Marco Brunacci

TERNI – Com’è quel detto? Ogni Its è bello a mamma sua.
A Terni hanno già un Istituto tecnico di alta specializzazione che è onore e vanto della città e della regione e vogliono – forse anche per questo motivo – farne un altro. Come ha riferito puntuale e documentata Umbria7, all’inizio fu il lavoro del professor Croce (Azione cattolica), per qualche settimana probabile candidato sindaco a TerNi del Pd.

Poi l’iter è proseguito e l’amministrazione comunale di marca Bandecchi, di rottura in tante cose, qui non si è tirata indietro. L’iter è proseguito col beneplacito se non di tutti, se di non molti, almeno di diversi.
E’ vero, così solo per fare qualche obiezione, è di fatto un Its in franchising se ci si passa la battuta: è un grande istituto bergamasco, farebbe qui un clone. Ma vescovo e Diocesi sembrano siano comunque entusiasti e nella compagine potrebbe esserci persino Confapi.
Ora – diamo subito un taglio alle malelingue – non è perchè l’Its attuale di Terni è tra i primissimi d’Italia ed è targato Confindustria che Confapi ne vuole un altro suo.
Anche perché sarebbe pronta a entrare anche Confartigianato e non vede l’ora.
No, certo che non è per fare un dispetto ai più importanti cugini Industriali.
E’ solo per creare mercato, competizione. Anche se non è quest’ultimo il termine giusto quando si tratta di istituzioni così tanto vicine al mondo diocesano e del nuovo vescovo Soddu.
E’ anche da escludere che la Fondazione Its, che dovrebbe essere creata da qui a poche settimane, sarà un luogo di incontro tra la nuova amministrazione e la nuova reggenza della Diocesi. Sta nelle cose che da qualche parte ci si veda.
Non è infine neanche vero che l’assessore regionale Paola Agabiti Urbani venga colta da eruzioni cutanee e irritazioni varie quando sente di questo progetto. Magari ha il pensiero recondito che ci sia qualcosa di più importante da fare a Terni e nella regione, visto che di Its ce n’è già uno e funziona a meraviglia.
Comunque il progetto di nuova Fondazione è così avanzato che è già partito il derby per la presidenza. Roba tosta. Pesi massimi. Tra il meglio dell’intellighenzia cattolica cittadina.
Da una parte del ring entri il favorito – applausi – Ermanno Ventura, avvocato, che si è speso tanto e di più per arrivare a questo punto. Nell’altro angolo ecco la sfidante, Letizia Pellegrini, e non vi fate ingannare dalla prima immagine, è appena in scadenza al Briccialdi e non aspetta altro che dimostrare di essere molto combattiva.
Aspettate a puntare sull’uno o l’altra. Tutti dicono che l’arbitro sarà la Diocesi. E farà rispettare le sue regole.
Perché non siamo ancora al lieto fine del “tutti vissero felici e contenti”, come si conviene alle belle favole?
Il nuovo Its ternano, anche fosse in franchising, come scherza qualcuno, ha tutto per partire (anche il sì di Bandecchi e il voto favorevole di molto Pd e una benedizione di quelle che spostano, direttamente del vescovo Soddu).
Ci manca una cosa sola: chi paga? Chi mette i soldi?
Vile denaro, sì d’accordo, ma è indispensabile.
Tra tanti importanti soggetti promotori non mancherà chi mette mano al portafogli.
Se invece si facesse la Fondazione Its e poi venisse presentato il conto a tutti noi contribuenti umbri, ecco questo sarebbe brutto. Molto brutto.

Incredibile ma vero: non partecipano alle finali in rispetto verso gli alluvionati e vengono squalificati per un anno

Don Chisciotte Bandecchi contro i “mulini a vento”. Nella puntata di lunedì si saprà se la Cgil sarà il suo alleato