Elena Cecconelli
TERNI – Biglietti venduti alla velocità della luce. Tutto sold out per l’evento di lunedì sera, 11 luglio. Paolo Crepet, educatore saggista e opinionista, affronta argomenti attualissimi. Si spazia dalla scuola e dall’«invenzione maledetta del registro elettronico, che ci ha fatto regredire» all’avvento dei mass media, «colpevoli di averci fatto diventare parte di un gregge». Lo psichiatra ammonisce «Abbiate il coraggio di pensare con la vostra testa».
In occasione dell’uscita del suo ultimo libro, intitolato “Lezioni di sogni – un metodo educativo ritrovato”, Paolo Crepet riesce a riempire l’anfiteatro romano. Tutti curiosi di apprendere consigli su come relazionarsi di fronte alle nuove generazioni, ma anche volenterosi di “aprire la mente e sognare”.
Sul palco, solo, con una luce flebile, lo scrittore racconta alcune storie di “fuoriclasse”. Di particolare interesse il racconto riguardante l’invenzione della penna a sfera, ideata da Làszlò Bìrò, al quale venne l’idea mentre era a guardare i suoi amici giocare a palla. Perennemente escluso e messo ai margini, guardava la palla ruzzolare, entrare nelle pozzanghere e uscire. Il pallone, imbevuto di acqua, lasciava scie e tracce a terra. Da lì la magnifica creazione.
Crepet ha voluto porre il suo esempio per far capire ai giovani che non sono i soldi che fanno venire le idee, ma sono le idee che fanno venire i soldi. E che i cosiddetti “fuoriclasse” sono coloro che da fuori guardano dentro, perché spesso messi ai margini, isolati, ma sono coloro che hanno una grande forza interiore, che possiedono un’incredibile volontà, tanto da essere “campioni”.
Lo psichiatra interrogando spesso i ragazzi su “cosa ci vuole nella vita per andar bene, quali sono le tre colonne portanti?”, ha constatato che le risposte più frequenti sono tre: soldi, raccomandazioni e fortune.
Crepet quindi ammonisce «Pensate con la vostra testa, abbiate il coraggio di viaggiare, non state a casa sui divani, ma uscite, vivete e esplorate».
Complice dell’omologazione culturale e sociale i social media, che hanno lesionato il contatto umano e fisico tra le persone, ma anche tolto la voglia di uscire e socializzare. Basta un semplice click sullo schermo per interagire.
Il monologo si conclude con un appello al Ministero dell’istruzione per conoscere chi abbia “inventato” il registro elettronico. «Strumento diabolico, che abbatte il contatto tra alunni e insegnanti e che nega la privacy, con un monitoraggio costante». Non manca la critica alla recente proposta di legge avanzata dalla provincia di Bolzano di abolire i voti al di sotto del 4. Ma, si chiede Crepet, «a cosa serve abolire i limiti se questi non si possono superare?».


