Pd, Innovare per Terni e M5S, non si privatizzi l’accesso ai pubblici servizi ad un partito

Nessun ritorno alle circoscrizioni e ai consigli di quartiere, nomine interne al partito

F.P.

TERNI- Con una nota i Gruppi consiliari del comune di Terni, Pd, Innovare per Terni e M5S rappresentano il profondo disagio per la pseudo privatizzazione del nostro comune, si all’organizzazione senza imporre ai cittadini il proprio potere. Segue la nota- «la scorsa settimana il partito del Sindaco ha annunciato una sua organizzazione interna. Nulla da eccepire, ogni forza politica è libera di organizzarsi come ritiene più opportuno. Non è però accettabile il tentativo di privatizzare le funzioni della pubblica amministrazione, a partire dagli uffici e dal consiglio comunale che è stato eletto tutto, nella sua interezza e non solo di chi ha vinto, dai cittadini ternani. È necessario chiarire ai cittadini ternani e alle associazioni che quella lanciata da alternativa popolare è una piattaforma di segnalazioni interna ad un singolo partito e che non è collegata ad un sistema di segnalazione agli uffici del comune. Come è stato esposto, questo sistema costituisce un filtro politico, in quanto i “coordinatori” hanno il compito di valutare politicamente le segnalazioni, che saranno ulteriormente vagliate dal partito di governo. Non ha nulla a che vedere con le vecchie circoscrizioni. Ciò significa che se un cittadino o una associazione considerati sgraditi al partito di governo fanno una segnalazione, questa potrebbe essere cestinata senza mai giungere sul tavolo degli uffici pubblici che hanno invece il dovere di intervenire se la segnalazione è corretta, a prescindere dalla simpatia politica o meno del cittadino o della associazione che segnala. Monitoreremo la situazione in tutte le sedi, anche perché, contrariamente a quanto promesso dal sindaco in campagna elettorale, non è alle porte nessun ripristino delle circoscrizioni o dei consigli di quartiere, si è preferito infatti nominare dall’alto coordinatori non eletti dal popolo, nominati direttamente dal partito tutti del colore politico del sindaco senza passare al vaglio dei cittadini che quartiere per quartiere avrebbero potuto scegliere col voto i propri rappresentanti. Se, ribadiamo, è corretto che ogni partito si organizzi internamente come vuole, non è accettabile che chi governa confonda il ruolo politico spacciandolo ai ternani come ruolo nelle vicende amministrative che nessuno ha votato. I ternani hanno eletto un sindaco e un consiglio comunale fatto di maggioranza e opposizioni, non hanno votato per privatizzare l’accesso ai pubblici servizi ad un partito».

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