El. Cec.
TERNI – Il Comune vieta l’esposizione di frutta, legumi e generi alimentari al di fuori dei locali di vendita. Sia sul suolo pubblico. Che privato. O di uso pubblico. O aperto al pubblico. È la nuova stretta a firma Bandecchi. Che ha causato già due vittime: un’attività in via Lungonera Savoia e l’altra in via Pastrengo. Imponendo uno stop di 5 giorni. Oltre alla sanzione amministrativa. Perché non erano autorizzati ad esporre generi alimentari all’esterno. Un ‘ordinanza in vigore dal 2013. E che ora viene applicata e rispettata. Forse l’onda Bandecchi si propagherà anche ad altre attività, arrivando persino in Regione.
L’ordinanza emanata da Palazzo Spada giustifica il provvedimento nei seguenti termini: «è notorio che l’esposizione di merci o derrate alimentari e vegetali all’esterno dei negozi possono essere regolamentate e/o vietate, allorquando detti prodotti sono conservati e detenuti per la loro commercializzazione in aree soggette a fenomeni di inquinamento atmosferico; le emissioni dei gas di scarico degli autoveicoli sono potenziale fonte di inquinamento atmosferico che incide sulla salute della popolazione, sia direttamente tramite la respirazione, che indirettamente attraverso il deposito di agenti patogeni che possono interessare anche generi di frutta e verdura se posti, in particolare, all’esterno dei locali adibiti alla vendita». E dunque, per tali ragioni, «risulta opportuno disciplinare il commercio dei prodotti alimentari ed ortofrutticoli all’esterno dei locali di vendita, adottando misure idonee per prevenire gravi pericoli per la salute pubblica».
La polizia ha controllato due attività commerciali in via Lungonera Savoia e via Pastrengo, imponendo la chiusura dal 31 luglio al 4 agosto compreso, per occupazione abusiva del suolo pubblico. Per l’attività commerciale di via Lungonera erano state già contestate violazioni amministrative il 4 maggio e il 30 giugno per le casse contenenti frutta e verdura che occupavano abusivamente il suolo pubblico. Medesimo discorso per via Pastrengo, con violazioni riscontrate il 26 maggio e il 30 giugno.


