Sicurezza urbana, a Città di Castello arrivano le armi per la polizia locale

Via libera da parte del consiglio comunale all’equipaggiamento con pistola del corpo dei vigili urbani

R.P.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Sì all’armamento del corpo di polizia locale. A dare l’ok all’equipaggiamento con pistola dei vigili urbani è stato il consiglio comunale tifernate nel corso della seduta dell’11 luglio. L’assise cittadina, oltre all’autorizzazione dell’uso dell’arma secondo le modalità previste dalla normativa vigente ha dato disco verde anche all’apposito regolamento. La proposta è stata approvata con 19 voti favorevoli (14 di Pd, Psi, lista Secondi Sindaco e 5 di FdI, FI, Lega, Castello Civica, lista Marinelli Sindaco) e un’astensione (Unione civica tiferno).

Il regolamento per l’armamento dei vigili è composto da 19 articoli ed entrerà in vigore al termine dei 15 giorni di pubblicazione successivi alla deliberazione del consiglio comunale.  Il documento disciplina le modalità di assegnazione dell’arma per difesa personale agli addetti del corpo in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza e la sua gestione in servizio e fuori servizio.

L’arma potrà essere una pistola semiautomatica o a rotazione da scegliere tra i modelli iscritti nel catalogo nazionale delle armi comuni da sparo. Per la custodia delle armi e delle munizioni dovranno essere allestiti armadi metallici corazzati con chiusura del tipo a cassaforte, in appositi locali riservati all’armeria.

I servizi che dovranno essere svolti necessariamente con l’arma in dotazione saranno quelli di vigilanza e protezione della casa comunale; di vigilanza e protezione della sede della polizia locale e dell’armeria del corpo; di pattugliamento con auto, moto e appiedato; di pronto intervento; di addestramento al tiro al poligono; di collaborazione con le forze di polizia.

Gli agenti, inoltre, potranno prestare servizio armato dopo aver conseguito il necessario addestramento e dovranno superare ogni anno almeno tre corsi regolamentari di lezioni di tiro a segno, presso poligoni abilitati per l’addestramento al tiro con armi comuni da sparo.

 «Con questa deliberazione – ha spiegato il sindaco Luca Secondi tirando le somme del dibattito – rispondiamo a una evoluzione normativa che affida nuovi compiti alla Polizia Locale e alla richiesta che ci è stata rivolta dalle forze dell’ordine del territorio di supportarle con lo svolgimento di servizi integrati di vigilanza».

Parere ribadito anche dall’assessore alla polizia locale, Rodolfo Braccalenti: «Come amministrazione comunale siamo politicamente contrari all’arma come oggetto fine a se stesso e nello specifico gradiremmo che al Polizia Locale fosse esclusivamente una polizia amministrativa. Prendiamo atto però che le leggi dello Stato e della Regione Umbria la qualificano come un corpo che per compiti e funzioni è quasi alla pari delle altre forze dell’ordine».

Il capogruppo di Castello Civica, Andrea Lignani Marchesani ha evidenziato che «l’armamento della polizia locale è il coronamento di una battaglia di 20 anni della destra politica di Città di Castello, che finalmente ottiene un obiettivo sostenuto da sempre con convinzione. Voteremo a favore, senza guardare ai numeri di una maggioranza che potrebbe non arrivare a 13 perché evidentemente, per stessa ammissione della giunta, deve ingoiare un rospo amaro».

Il capogruppo della Lega Valerio Mancini ha ricordato come il carroccio fosse «la forza politica che ha chiesto di più questo regolamento. E’ un bene che si volti pagina, che si metta la nostra Polizia Locale nella condizione di aiutare le forze dell’ordine che operano nel territorio e che il personale venga formato all’uso dell’arma, che resta uno strumento di autodifesa».

Così la capogruppo di Fratelli d’Italia, Elda Rossi: «Fin dall’avvio della legislatura la nostra richiesta sia stata quella di dotare la polizia locale di dispositivi idonei di sicurezza personale. Vogliamo agenti che possano difendersi, non che vadano in giro a sparare».

Il capogruppo del PD Gionata Gatticchi ha rimarcato che «voteremo nella stessa maniera della destra, ma con una visione diametralmente opposta sulla sicurezza. La nostra è una scelta di pragmatismo, di fronte all’evidenza di una evoluzione normativa che ci consegna una polizia locale chiamata a svolgere un ruolo molto diverso da quello per cui era nata».

Nell’annunciare la propria astensione, il capogruppo dell’Unione civica tiferno, Filippo Schiattelli ha spiegato: «Sarei stato favorevole in presenza di un organico della polizia locale adeguato dal punto di vista numerico, ma attualmente invece è sottodimensionato e questo senza un’adeguata pianificazione dell’arruolamento di personale non renderà facile garantire i servizi per i quali gli agenti oggi vengono armati».

Il consigliere della Lista Civica Luca Secondi Sindaco Fabio Bellucci, ha osservato: «I cittadini non si sentiranno certo più sicuri perché gli agenti di Polizia Locale portano una pistola, ma qui si tratta di garantire primariamente la sicurezza del personale del corpo, chiamato a servizi nel territorio che sono, questi sì, importanti per la percezione di tutela della propria incolumità da parte dei tifernati».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere del Psi Luigi Gennari, che ha chiarito: «Voteremo convintamente a favore del regolamento per l’armamento della Polizia Locale, perché è necessario. Vogliamo una maggiore presenza degli agenti del corpo nel territorio: un equipaggiamento adeguato darà più efficacia all’azione del nostro personale e permetterà ai cittadini di sentirsi più al sicuro».

L’atto votato dall’assemblea sarà trasmesso per opportuna conoscenza al prefetto e al questore di Perugia e il regolamento sarà pubblicato in maniera permanente sul sito istituzionale del Comune.

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