AL.MIN.
UMBERTIDE (Perugia) – Finalmente tutti hanno un tetto sopra la testa. Da ora tutte le forze sono incentrate sulla ricostruzione, con l’obiettivo di fornire un modello a livello nazionale. A cinque mesi dal sisma che ha colpito le località di Pierantonio, Sant’Orfeto e Pian d’Assino, nella mattina di domenica 9 luglio, ha chiuso definitivamente i battenti il centro di accoglienza attivato presso la palestra dalla scuola elementare di Pierantonio. Anche alle ultime 13 persone – suddivise in sei famiglie – ospitate fino a poche ore fa nella palestra, è stata trovata una sistemazione temporanea.
Da marzo ad oggi, la struttura ha ospitato circa 200 persone provenienti sia dalle frazioni colpite del Comune di Umbertide che da quelle del Comune di Perugia, arrivate a seguito della chiusura del centro di accoglienza allestito al cva di Sant’Orfeto. Da adesso, i quasi 800 sfollati del terremoto del 9 marzo potranno contare come misura di assistenza sul contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), che consente loro di pagare l’affitto delle case dove al momento alloggiano. In totale sono stati 238 i nuclei familiari che ne hanno fatto domanda: 177 nell’Umbertidese e 61 nel Perugino.
A compiere un sopralluogo in quello che è stato il dormitorio per i terremotati, sono stati il sindaco di Umbertide Luca Carizia, il vicesindaco delegato alla ricostruzione post sisma Annalisa Mierla, agenti della polizia locale e volontari del gruppo comunale di protezione civile.
Sistemata la fase assistenziale, tutte le energie si concentrano sulla ricostruzione. A dirlo è il sindaco Carizia: «Mettere delle casette sarebbe già stata una sconfitta in partenza. Questo era uno degli obiettivi che c’eravamo fissati con il dipartimento regionale e il ministero della protezione civile – ha affermato il primo cittadino a margine del sopralluogo – Ci sembra importante che tutti i nostri evacuati abbiano sfruttato la possibilità di usare il contributo per l’autonoma sistemazione e che il centro di accoglienza sia stato liberato, facendo in modo che la gente, anche con una estate molto calda, possa ricoverarsi in maniera più decente. Ora c’è la partita della ricostruzione che giocheremo in maniera efficace ed efficiente. Ci proveremo fino in fondo».
Nei prossimi giorni, i volontari della protezione civile e gli operai del Comune si metteranno al lavoro per rimettere in sesto la palestra dopo questi cinque mesi: «Da lunedì sera – ha affermato il presidente del gruppo comunale di protezione civile, Gabriele Lisetti – cominceremo a sistemare la parte relativa ai letti, dividendo quelli non adoperati da quelli utilizzati in questi mesi che saranno sottoposti a sanificazione. Poi passeremo al controllo delle zone bagni e docce per vedere se c’è qualche oggetto da deve essere ancora ritirato. Dalla Regione stiamo aspettando un container all’interno del quale verrà ricollocato tutto il materiale riguardante la notte che sarà portato presso la sede della protezione civile a Foligno». Alle donne e agli uomini della prociv anche il compito di smontare il grande gazebo che fungeva da mensa. Con tutta probabilità, la struttura sarà installata nel giardino della scuola materna per essere convertita a laboratorio rivolto alle attività didattiche all’aperto.
A entrare ancora più nel dettaglio delle azioni che il Comune di Umbertide metterà in atto nel presente e in futuro è stato il vicesindaco Annalisa Mierla: «L’obiettivo immediato – ha evidenziato Mierla – è stato quello di dare ricovero a tutte le persone sfollate. Avevamo qui in palestra circa 200 brande, che sono state occupate praticamente tutte dal 10 marzo. Il 9 luglio siamo riusciti ad avere la palestra libera. Ciò significa che tutti gli sfollati sono sistemati in abitazioni vere, senza cacciare nessuno dal centro di accoglienza. A causa delle tante case inagibili, in molti non sono più a Pierantonio e Sant’Orfeto e abitano in località limitrofe come Ponte Pattoli, Montecastelli e Resina. Da oggi tutte queste famiglie hanno in mano dei soldi grazie al contributo per l’autonoma sistemazione. Adesso dobbiamo far tornare la palestra fruibile per le scuole di Pierantonio». Dal vicesindaco è arrivato anche un ringraziamento a tutta la macchina dell’assistenza che ha compreso i servizi sociali comunali, la struttura regionale della protezione civile e le numerose associazioni di volontariato del territorio.
Entro questo mese ci sarà un’importante riunione per proseguire il lavoro corale fatto fin qui sull’emergenza: «Il terremoto – ha proseguito Mierla – è un evento che non riusciamo a controllare ma che possiamo governare. Il nostro obiettivo è quello di diventare un modello. Dobbiamo tracciare una strada e questo non ci fa paura. Nel mese di luglio è previsto un incontro a Roma tra l’amministrazione comunale di Umbertide, gli organi regionali competenti e il ministro per la protezione civile, Nello Musumeci per decidere insieme gli step da affrontare per la ricostruzione. C’è un contatto strettissimo anche con il commissario governativo per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli».
Quello che viene auspicato è il raggiungimento di un “modello Pierantonio” sulla ricostruzione: «Ora – ha affermato il vicesindaco – serve una normativa per procedere alla stima reale del danno di ogni abitazione. Norcia ha avuto una ricostruzione che è partita dopo quattro/cinque anni. Non possiamo permetterci questo. Chiediamo, semplicemente, di agganciarci a quella normativa per partire il prima possibile e di agganciarci al sisma bonus attivo fino al 2025. Faccio anche un appello agli istituti bancari affinché possano dedicare una parte del loro plafond a questo territorio. Se noi riusciamo a entrare nel cratere del sisma di Norcia, ad avere una proroga del sisma bonus e otteniamo l’appoggio degli istituti bancari che vorranno aiutare davvero la popolazione, avremo e diventeremo un modello per la ricostruzione».







