di Marco Brunacci
PERUGIA – Bilanci, i soldi che ci sono e quelli che dovrebbero esserci, prospettive, liste d’attesa.
Pronti per il punto sulla sanità a metà luglio?
Allora in sostanza in Assemblea legislativa la presidente Tesei ha riportato l’analisi de Il Sole 24 Ore sui bilanci delle sanità regionali, sottolineata già da Umbria7: 14 regioni su 21 sono in disavanzo nonostante i fondi straordinari del governo, mentre l’Umbria è la terza migliore (primo il Veneto) tra le 7 regioni in equilibrio.
Quindi terzo bilancio (2022) più sano d’Italia, altro che voragine da 250 milioni urlata dagli oppositori grillanti.
Ciononostante Tesei sa bene che tutte le regioni, anche quelle che stanno lavorando per il risanamento di bilancio come l’Umbria, hanno bisogno che i fondi straordinari 2022 vengano integrati nei fondi ordinari.
In pratica 150 milioni in più l’anno che il governo dovrebbe dare all’Umbria e proporzionalmente alle altre regioni.
Questo perché Covid, caro energia ed inflazione hanno comportato incrementi strutturali (qui è il nodo: si tratta di aggravi strutturali) dei costi di sanità pubblica, che secondo Tesei avrebbero un’incidenza almeno del 10-15% l anno. Quindi il fondo (in Umbria 1,8 miliardi) andrebbe proporzionalmente aumentato.
Questo se si vuole mantenere -argomenta Tesei – la sanità pubblica e universale. «Come io credo sia necessario», afferma.
Fin qui i bilanci ora le liste d’attesa.
Si è a metà dell’ abbattimento dell’ arretrato. Il problema, come chiaro, era enorme e ancora non si vede la fine del percorso.
Anche perché – dato nuovo – solo in maggio e giugno si sono generate quasi 30.000 liste d’ attesa.
Dopo almeno 15 anni di pesanti squilibri è urgente finire di abbattere lo stock, ma anche riportare in equilibrio il sistema generandone meno possibile, perché non si può fare una iniziativa di abbattimento ogni sei mesi. Come ovvio.
Per farlo oltre avere più soldi e far lavorare di più le Asl occorre anche fare un patto per l’ appropriatezza prescrittiva da parte dei medici, che sia la più accurata possibile (per dirlo in maniera brutale non si può prescrivere una risonanza ad ogni paziente che riferisce un mal di testa).
Conclusione: la sanità resta una trincea e che lo sia per tutti non rasserena affatto.
Ma da questi dossier dipende il successo della legislatura. E La salvezza del sistema universalistico. In Umbria e in tutto il Paese


