Uno strato di roccia di 83 milioni di anni fa si trova a Gubbio nella Gola del Bottaccione

È pronto a ricevere dalla comunità scientifica mondiale il “Golden spike”

R.P.

GUBBIO (Perugia) – La Gola del Bottaccione diventa un riferimento mondiale per tutta la comunità scientifica.  Pochi giorni e le verrà attribuito il Golden Spike, il “Chiodo d’oro”, con il quale sarà riconosciuto uno strato di roccia della Gola quale riferimento universale datato 83,6 milioni di anni fa. Il Chiodo d’oro che verrà posato a Gubbio rappresenta l’espressione fisica del limite tra Santoniano e Campaniano, rispettivamente il quarto e il quinto dei sei piani cronostratigrafici nei quali è suddivisa la parte superiore del Periodo Cretacico, come ha stabilito un team internazionale di ricerca che si occupa specificatamente di definire e tenere aggiornata la scala cronostratigrafica internazionale, ovvero il calendario degli eventi geologici della Terra.

Dopo aver preso in esame le caratteristiche paleontologiche, fisiche e chimiche delle rocce di diversi siti geologici sparsi nei vari continenti, il team internazionale ha proposto alla Commissione internazionale di stratigrafia di riconoscere la Gola del Bottaccione come la migliore località al mondo per definire la base del Campaniano, e tale proposta è stata formalmente ratificata dall’Unione Internazionale delle Scienze Geologiche nell’ottobre scorso.

Il Golden Spike verrà messo in posa con una cerimonia cura dell’International union of geological sciences, del Comune di Gubbio e del’International Commission on Stratigraphy e vedrà la partecipazione di Filippo Stirati, sindaco di Gubbio, Stefania Proietti, presidente della Provincia di Perugia, Paola Agabiti, assessore alla cultura e turismo della Regione dell’Umbria, i rettori delle università di Perugia e Urbino, Maurizio Olivero e Giorgio Calcagnini, più una ricchissima lista di scienziati e speakers provenienti da tutto il mondo.

L’appuntamento è per mercoledì alle 10,30 al Complesso di San Benedetto, a Gubbio, dal quale poi, al termine delle relazioni degli scienziati e dei professori presenti, è previsto un trasferimento alla Gola del Bottaccione per la cerimonia vera e propria, curata da  Rodolfo Coccioni, Marco Menichetti e Alessandro Montanari, docenti presso l’Università di Urbino. 

«Questa attribuzione di un Gssp nella Gola del Bottaccione aggiunge valore a un geosito dalle mille potenzialità – spiegano i due studiosi  – in primo luogo si tratta di un inossidabile riferimento internazionale per le geoscienze. In secondo luogo, si aggiunge alle altre particolarità storiche presenti lungo la Gola, come l’acquedotto, l’eremo di Sant’Ambrogio e i mulini, che permettono di percorrere itinerari che consentono di conoscere una parte importante della storia del nostro pianeta, ma anche di comprendere come l’uomo ha saputo rapportarsi nel corso di secoli con la natura».

Come sottolinea il sindaco Stirati: «L’inserimento da parte dell’Unione internazionale delle scienze geologiche della Gola del Bottaccione nella lista dei primi 100 geositi mondiali e l’attribuzione del Chiodo d’Oro sono riconoscimenti fondamentali per tutti coloro che nei decenni hanno studiato e valorizzato a vario titolo la geologia e la storia della Gola, e vanno nella direzione di una sempre più necessaria valorizzazione scientifico-culturale di questo importantissimo sito. Questa giornata arriva anche a coronamento di un rapporto molto intenso, quale quello che come amministrazione stiamo coltivando, con l’Università di Perugia e con quella di Urbino, proprio in virtù dell’alto valore scientifico, culturale, sociale ed educativo che il Bottaccione rappresenta».

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