Barry Callebaut, sciopero e presidio dei lavoratori a San Sisto

Grande preoccupazione sulla situazione che sta interessando l’impianto di torrefazione delle fave di cacao di Perugia. «Necessario un piano industriale che valorizzi i novanta lavoratori di questa realtà produttiva»

PERUGIA – Presidio davanti ai cancelli di San Sisto di Perugia. Dalle 12 alle 14 di oggi, 4 agosto, così le Rsu, la Fai Cisl e la Flai Cgil Umbria hanno dato visibilità allo sciopero odierno di due ore dei lavoratori della Barry Callebaut. Con loro anche rappresentanti confederali. La richiesta è chiara e si rivolge all’azienda e alle istituzioni: i sindacati chiedono chiarezza sul percorso per un sito, quello di San Sisto appunto, «che deve essere centrale per la multinazionale. Per questo è necessario un piano industriale che valorizzi i novanta lavoratori di questa realtà produttiva».

«Esprimiamo grande preoccupazione sulla situazione che sta interessando l’impianto di torrefazione delle fave di cacao di Perugia, Barry Callebaut. Al contempo, accogliamo con favore la notizia dell’incontro previsto con l’azienda per i prossimi giorni ma che dovrebbe coinvolgere anche i vertici europei responsabili delle scelte strategiche». Così la segretaria regionale della Uil Temp Umbria, Roberta Giovannini. «Nonostante la produzione sia regolare e le commesse non sembrano mancare – continua Giovannini – ci giungono voci di chiusura o comunque di revisione delle attività produttive da parte della direzione aziendale, da cui aspettiamo chiarimenti. Come categoria che tutela lavoratrici e lavoratori in somministrazione, siamo ancora più preoccupati di questa incertezza in quanto, come spesso accade, a pagare il primo dazio sono i lavoratori stagionali e a tempo determinato. Tra i nostri iscritti, a giusta ragione, comincia a predominare una comprensibile preoccupazione sul futuro lavorativo e dunque sulla possibilità di poter continuare a garantire alle famiglie un sostegno economico». «Ci aspettiamo dall’Azienda – spiega il segretario generale Uila Umbria Daniele Marcaccioli – rassicurazioni circa la tenuta dei livelli occupazionali nella loro totalità, in modo che, non solo i somministrati ma tutti i lavoratori che operano da tempo nell’impianto e nello stabilimento, con professionalità e dedizione, possano vedere riconosciuti tutti gli sforzi fatti quando l’Europa Barry era in difficoltà ed il sito di San Sisto ha risposto presente evadendo tutte le esigenze produttive richieste».

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