m.brun.
PERUGIA – Block notes di Ferragosto.
O ROMA O OTRICOLI. Raccontano che c’è un’operazione in corso che vede l’ex alto esponente della Lega, Nicchi, in marcia verso Fratelli d’Italia. Conterebbe – dicono – sull’appoggio interno e esterno di Nunzi in segreteria e di Ceccotti che ha un ruolo al Ministero degli Interni, vicino al neo segretario di Fdi Prisco.
Il movimento assumerebbe un rilievo geografico: sarebbe tornata a suonare tutta insieme la band di Otricoli, che ha come obiettivo quello di scalzare dalla posizione, che ha avuto con Zaffini regnante, l’asse storico De Sio-Pace.
I due non vivrebbero un periodo felice – narrano i rumors ferragostani – perché tra le loro “fisse” ci sarebbe la sindaca di Orvieto, Tardani. La Pace – dicono – avrebbe anche fatto qualche viaggio a Roma per spiegare la necessità di un cambio di candidata sindaco all’ombra del meraviglioso Duomo.
I viaggi, se ci sono stati, sono stati a vuoto. Perché la Tardani ha un asse preferenziale con Paola Agabiti Urbani, la quale, con Prisco regnante, ha un’enorme apertura di credito.
Invece al momento niente chance in Fdi per l’ex sindaco Latini e l’ex commissaria della Lega, Saltamartini. Che avrebbero di fronte a loro “Orizzonti” limitati a qualche riuscito aperitivo.
Per il resto: Elena Proietti verso un futuro in rosa con la Tv, mentre è sempre attesa la resurrezione di Orlando “Lazzaro” Masselli.
UN ASSESSORE CHE È PIÙ APRILE CHE MAGGI. Aprile in che senso? Nel senso degli scherzi. E, a quel che dice, gli scherzi li farebbero a lui. Se l’assessore Melasecche dice il vero nella nota pubblicata da Umbria7, gli organi di informazione avrebbero travisato le sue parole. E sarebbe falsa anche l’immagine del Robin Hood che, per eccesso di zelo, con le sue frecce (sotto forma di multe) infila il fondoschiena degli inquilini delle case popolari Ater.
Quindi pensate quanto sia cattiva certa gente che va dicendo in giro che gli assessori della nuova Giunta ternana siano stati presi con i punti Mira Lanza. Uno perché la Mira Lanza non c’è più, due perché bisogna mettere in conto anche tutte le volte che vengono travisati.
A proposito: se non è stato hackerato, il Maggi però è da considerare l’autore di un mirabile commento al pezzo di Umbria 7 nel quale si diceva che il Gruppo Arvedi aveva chiuso un gran bilancio da oltre 7 miliardi. Maggi (o l’hacker col suo nome) ha fatto notare che è un risultato ottenuto con i contributi dello Stato (questo ottimo assessore quante aziende in Italia conosce che non prendono quel che la legge consente loro di prendere?). Poi, aggiunge (ecco il passaggio che raggiunge il sublime): il bilancio si è avvalso di un mese di cassa integrazione allo stabilimento Ast.
Qui è urgente: se non ha dimestichezza col Blockchain, date all’assessore (o all’hacker col suo nome) un pallottoliere per calcolare quanto micro sia l’incidenza di un mese di cassa integrazione su un bilancio da oltre 7 miliardi di euro.
Quello di Terni è il governo del fare. E cominciare facendo i conti è sempre un buon inizio.


