El. Cec.
Calvi dell’Umbria (Terni) – Un salto temporale a ritroso. Al monastero delle orsoline di Calvi dell’Umbria. Con la più antica opera teatrale esistente. Il 3 agosto. Per comprendere l’evoluzione del teatro antico. Grazie allo spettacolo basato sulla tragedia “I Persiani” del drammaturgo greco Eschilo nell’adattamento di Roberto Cavosi. Protagonisti gli attori Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e Silvia Siravo. Con la partecipazione dell’attore e autore ternano, Stefano De Majo.
Sul palcoscenico, diretti da Patrick Rossi Gastaldi, ci saranno anche Alessio Caruso, Alessandro D’Ambrosi. I Persiani di Eschilo rappresenta gli albori del teatro. Probabilmente è la più antica opera pervenuta integra dalla storia.
Un testo prezioso per capire bene l’evoluzione del teatro antico. In questo adattamento con la regia di Patrick Rossi Gastaldi, un carismatico Mariano Rigillo si cala nei panni di Dario, il compianto re persiano, che invocato da Atossa, la ieratica regina interpretata da Anna Teresa Rossini, compare come fantasma, fornendo una spiegazione etica alla disfatta dell’esercito persiano. La sconfitta rappresenta la punizione alla tracotanza del figlio Serse (Stefano De Majo) e alle sue mire espansionistiche. Persiani è anche lo scontro secolare tra Europa e Asia, tra Occidente e Oriente, tra due culture profondamente diverse. Un conflitto quanto mai attuale.
Un cast di grande livello, una regia asciutta e chirurgica, scenografia e costumi essenziali, uno spettacolo che sta riscuotendo successo sul territorio nazionale. Un argomento storico e non mitologico. La battaglia di Salamina, combattuta tra persiani e greci nel 480 a.c, viene raccontata con grande esattezza dal coro, interpretato da Silvia Siravo. Evento che si era svolto appena otto anni prima della rappresentazione, per cui molti spettatori e, a quanto si narra, lo stesso Eschilo, vi avevano preso parte. La battaglia tra Greci e Persiani diventa dunque simbolicamente, la guerra tra un re dispotico e il sistema democratico ateniese.
«Tragedia che per noi ora, sembra scritta, direi, domani» esplicita così i suoi intenti il regista Patrick Rossi Gastaldi.


