di Diego Diomedi
Prosegue il viaggio di Umbria7 nei 7 VIZI GASTRONOMICI, un tour nel mondo del gusto attraverso i sette vizi capitali. Si pensi a un pranzo o ad una cena, possibilmente tra amici, conoscenti o addirittura parenti. I 7 vizi, sotto forma gastronomica, usciranno tutti. Dalla gola all’invidia, dall’accidia all’avidità. Basta un banchetto per poter rappresentare i peccati capitali. Ma perderli è proprio un peccato…
Dopo l’azienda olivicola Malvetani, procediamo il nostro viaggio di gola all’interno del mondo degli extravergini d’oliva umbri. Oggi abbiamo il piacere di conoscere una azienda nella Valnerina.
L’azienda oggi guidata da Gianfrancesco Petroni nasce da una forte tradizione decennale di olivicoltori nella Valentina. Siamo in uno dei territori più interessanti della regione verde d’Italia, non solo per le
bellezze paesaggistiche ma anche a livello di espressione qualitativa dell’olivicoltura ma in generale di tutto il mondo enogastronomico.
La realtà di cui stiamo parlando si trova nel parco fluviale del Nera con un microclima ottimo e completamente unico nella scena umbra. Gli appezzamenti presentano anche oliveti secolari. Ottima idea quella di fare una degustazione in azienda che si trova a pochi passi dalle Cascate delle Marmore e sfruttare dunque l’occasione per osservare le cascate, una attrattiva naturale unica nel suo genere.
L’azienda olivicola cura tutto il percorso della pianta, dall’oliva fino al prodotto finale con la massima attenzione possibile. Il lavoro parte proprio dalla pianta, per questo vengono riservate molte cure e attenzioni. La qualità però necessariamente passa anche poi dalla raccolta e subito dopo alla lavorazione in frantoio, momento molto delicato per l’oliva e dunque per l’olio poi. L’agricola adotta dei sistemi di coltivazione che rispettano i disciplinari di produzione integrata ed il controllo viene effettuato grazie al sistema di qualità nazionale produzione integrata (SQNPI).
Cosa è la produzione integrata?
Capiamolo meglio dal sito dell’azienda https://www.valledifrancesco.net/azienda/.
“La produzione integrata è un sistema di coltivazione che privilegia l’uso di tecniche che garantiscono un minor impatto ambientale, una riduzione dell’immissione nell’ambiente di sostanze chimiche, assicurando così una maggiore sostenibilità dell’agricoltura.
La lotta integrata è una pratica di difesa delle colture che prevede una drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci mettendo in atto diversi accorgimenti come la lotta agli insetti dannosi tramite la confusione sessuale o tecniche di autocidio (tecnica dell’insetto sterile) o tramite l’inserimento di altri insetti che siano loro predatori naturali; l’uso di varietà colturali maggiormente resistenti (moraiolo); l’uso di fitofarmaci selettivi che eliminano solo determinati insetti ecc.”
Cosa è SQNPI?
Concepito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nel 2014 e diventato ufficialmente operativo nel Gennaio 2016, il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) interessa la categoria Prodotto Agroalimentare e si applica a tutte le aziende del territorio nazionale italiano che utilizzano tecniche di produzione agricola integrata, in forma singola o in forma associata.
Riconosciuto a livello nazionale e comunitario (Reg. Ce 1974/2006) si pone l’obiettivo di valorizzare ed identificare le produzioni vegetali, ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione agricola integrata come ad esempio QC, QV, Agriqualità, aggiungendo valore al prodotto nei confronti della GDO e del consumatore per quanto riguarda sicurezza, qualità e processi di coltivazione rispettosi dell’ambiente e della salute dell’uomo, ovvero Qualità Sostenibile.
Il SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata – si pone come ulteriore obiettivo una particolare attenzione al mantenimento della catena di tracciabilità. Le organizzazioni di trasformazione, coinvolte nelle supply chain, che vorranno lavorare in conformità al SQNPI, dovranno infatti utilizzare materie prime riconosciute dal SQNPI e dovranno garantirne non solo la rintracciabilità ma anche l’assenza di contaminazioni crociate.

Quali oli produce Valle di Francesco?
Tra i principali c’è il loro DOP Umbria (Denominazione di Origine Protetta) della fascia Colli Assisi Spoleto. La raccolta per questo prodotto inizia ad ottobre con le varietà precoci per poi continuare con il moraiolo. Il tutto viene lavorato nell’arco delle 12-24 ore dalla raccolta.
Un altro prodotto, in questo caso un monovarietale, un 100% moraiolo cioè una delle cultivar più apprezzate in Umbria. La raccolta qui avviene nei primi giorni di novembre. Un consiglio gastronomico? Un filo d’olio sulla carne.
Viene prodotto anche un altro olio, chiamato Il Mastro. È un blend che abbraccia la tradizione l’innovazione spiega l’azienda. Nasce da olive Pendolino, Frantoio, Rajo, Leccino ma anche Borgiona, Leccio del Corno e Don Carlo. Quest’ultime varietà introdotte per scelta aziendale e per la creazione un prodotto che abbraccia il consumatore. Un olio delicato e che veramente abbraccia tutti gli angoli di una cucina.
Oltre agli oli, l’azienda propone una vasta scelta di tartufi, una delle colonne portanti dell’enogastronomia locale.

Diego Diomedi vive a San Gemini, in Umbria. Storico dell’alimentazione e della gastronomia, collabora con “Umbria 7”, “Guide di Repubblica” e “Gambero rosso”. Ha preso parte come moderatore e come relatore a numerosi convegni e tenuto lezioni su tematiche enogastronomiche nelle scuole, all’Università e centri di formazione. Alunno di Massimo Montanari all’Università di Bologna, i suoi principali campi di ricerca sono la storia e l’antropologia alimentare. Collabora inoltre con diverse testate d’informazione. Per Edizioni Thyrus ha curato il libro “Conversazioni dantesche”.


