I Simonacci suonano Rossini, una famiglia di musicisti in concerto

Il violinista David e il violoncellista Marco si esibiranno insieme ai genitori (pianisti) per il festival Opera Incanto

AMELIA (Terni) – OperaIncanto porta in scena la famiglia Simonacci. Mercoledì 23 agosto nel Chiostro di Sant’Agostino ad Amelia il concerto della “Simonacci’s family”: il padre Giancarlo e la madre Gabriella Morelli sono pianisti, il figlio David è violinista e l’altro figlio Marco è violoncellista. Quattro musicisti che hanno percorso carriere diverse, che per l’occasione suoneranno tutti e quattroi insieme. David Simonacci, solista e camerista, come violino di spalla ha collaborato, tra le altre, con l’Orchestra Sinfonica Abbruzzese, l’Orchestra Roma Sinfonietta, l’Orchestra Mozart Sinfonietta, l’Orchestra InCanto, ed è attualmente primo violino dell’Orchestra di R3O con Luigi Piovano (direttore stabile). Violista e anche pianista: per Brilliant Classics ha inciso l’integrale della musica per violino e pianoforte di J. Cage, ottenendo eccellenti recensioni in Italia ed all’estero su riviste specializzate come Amadeus e Le Monde De La Musique. Il fratello Marco, che sotto la guida del Trio di Trieste ha effettuato e compiuto gli studi musicali biennali della Scuola Internazionale di Duino, ha collaborato con artisti quali Rostropovich, Ughi, Bacalov, Morricone.  Con i genitori, due pianisti diplomati al “Santa Cecilia” di Roma che hanno insegnato nei conservatori e suonato anche in duo,  proporrano musiche di Rossini. Non poteva essere diversamente. Saranno ad Amelia ospiti dell’associazione InCanto per il festival “Rossiniana”. La “Simonacci’s family” inizierà il concerto con la Sinfonia del Barbiere di Siviglia nella trascrizione di Arnold Schoenberg: è un apparentemente impossibile (e proprio per questo stuzzicante) incontro a distanza tra il gaudente Rossini e il severo padre delle avanguardie musicali del Novecento, che inventò la dodecafonia. Si prosegue con vari brani tratti dei Peccati di vecchiaia e da altre raccolte di musica da camera scritte da Rossini dopo che ad appena trentasei anni si ritirò dalle scene operistiche e continuò a comporre per una ristretta cerchia di amici e ammiratori. Il concerto si conclude con una trascrizione da Rossini realizzata da David Simonacci proprio per il festival, che viene eseguita ora in prima assoluta.

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