Impiccare il nodino e il nodo di Perugia e non Fora: è il sogno ancora di tanta politica

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’opera è decisiva ma non si trovano i fondi: il partito trasversale degli “anti” gongola, anche se qui è in gioco il bene comune. Non è davvero una questione di legittima satira

di Marco Brunacci

PERUGIA – Che bella polemica di Ferragosto. A scatenarla un dotto personaggio multiforme, vignettista in quanto raffinato fumettista e illustratore: Ulderico Sbarra, che nella vita ha fatto molto bene il segretario regionale della Cisl ma in vecchiaia è tornato ragazzo contestatore. Sempre meraviglioso.

Di che parliamo? Della vignetta dello Sbarra pubblicata su Cronache umbre che raffigura il consigliere regionale di minoranza Andrea Fora, nel momento in cui si immola a difesa della maggioranza. Un nodo intorno gola è la raffigurazione plastica del suo sacrificio, ascaro della maggioranza.
A tirargli il collo l’assessore Melasecche, che se proprio uno vuole insultare ha del Richelieu non certo del boia.
Con la Tesei felice ad assistere.
«Vignetta di cattivo gusto», ha tuonato Fora. Il nodino o nodo di Perugia per il quale finisce impiccato è un nodo scorsoio.
Non sarà satira first class, vabbè. Ma è satira.
In un mondo dove i cabarettisti di terza fila si prendono lo spazio nella politica, è da difendere in ogni modo.
Quello che spaventa è altro: il nodino è il nodo di Perugia sono ufficialmente, per parere tecnico unanime, decisivi per sgravare da code newyorchesi il traffico di tutta l’Umbria verso Perugia.
L’interesse generale è chiaro e inequivoco. Nodo e nodino si devono fare.
Però la microscopica ma determinatissima lobby anti-nodino e nodo, con il solito grido «Si vabbè, ma non nel mio giardino» tiene tutti in scacco.
Di quanti voti disponga la microlobby nessuno sa. Ma si può fermare il mondo perché uno – legittimamente per carità – non vuol avere la camera con vista su una quattro corsie?
La politica trasversale che va dietro la microlobby è felice che il Governo dica sempre ai progetti ma non ha un euro per realizzarli.
Andrea Fora è eroico non perché è ritratto nella vignetta da impiccato ma perché- come dice lui – ci mette la faccia e sceglie da anni di difendere un’opera decisiva per il bene comune degli umbri.
Un’opera che ha avuto ed ha consensi trasversali e altrettanto velenosi, trasversali dissensi.
Ma vogliamo piantarla con questo tira e molla e ci mettiamo tutte le energie per partire? E’ il bene comune quello determinante. Giusto?

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