ALESSANDRO MINESTRINI
UMBERTIDE (Perugia) – A quasi otto decenni di distanza dall’ultima corsa, quest’anno tornerà nuovamente percorribile quella che fu la Ferrovia Appennino Centrale.
Non in treno, ovviamente, ma in bici o a piedi. Tra pochi mesi – più precisamente in autunno, come annunciato dall’assessore Enrico Melasecche a fine luglio – è infatti prevista l’inaugurazione della ciclovia che collegherà – passando per Gubbio – Umbertide con Fossato di Vico. Il tracciato della nuova pista ciclo-pedonale, ricopre in gran parte quello della leggendaria Fac, la strada ferrata a scartamento ridotto che dal 1886 al 1945 collegava Arezzo con Fossato di Vico.
Dalla fine della seconda guerra mondiale fino ad oggi, il percorso era stato letteralmente dimenticato. Ora, dopo un mirato lavoro di riqualificazione, si appresta a ospitare i tanti appassionati di turismo slow e si accinge a diventare una delle più affascinanti ciclovie d’Italia.
I lavori per la realizzazione del percorso, sono iniziati nel settembre 2020 e hanno un valore complessivo di 3 milioni di euro (due sono stati stanziati dalla Regione Umbria e uno dalla Fondazione Perugia).
Il tracciato è di circa 52 chilometri, il più consistente sarà quello ricompreso nella valle dell’Assino tra le località di Serra Partucci, Camporeggiano, Zangolo, dove si sono concentrati la gran parte dei lavori.
I viaggiatori potranno transitare sopra sette passerelle in ferro per l’attraversamento del fiume Assino, poste nei punti dove sorgevano i vecchi ponti della ferrovia bombardati dai tedeschi. Senza dimenticare i particolari passaggi all’interno di quelle che furono le gallerie della ferrovia, comunemente denominate “foretti”.
Nel dettaglio la pista partirà da Umbertide (il primo tratto è quello già esistente lungo la ferrovia che va dal centro storico al ponte di Montecorona) poi proseguirà sul tratto oggetto dei lavori da Montecorona a Serra Partucci, nel mezzo della piana agricola: qui la pista oltrepasserà il fiume Assino per riconfluire sulla ss219 nel Comune di Gubbio all’altezza di Civitella Raineri.
Da qui fino al distributore di Camporeggiano i ciclisti dovranno procedere in maniera promiscua insieme ai veicoli lungo la ss219. Dal distributore la pista tornerà lungo l’ansa del fiume sulla vecchia ferrovia fino al laghetto in località Zangolo, dove la circolazione sarà di nuovo promiscua sulla ss219. In questo tratto sono collocate le altre passerelle e le gallerie della vecchia ferrovia oggetto di ristrutturazione. Dal laghetto la circolazione dei ciclisti sarà promiscua su diverse strade di vario ordine fino a raggiungere Fossato di Vico nella zona della stazione dei treni.
In particolare la pista percorrerà la ss219 fino a Mocaiana, poi via dell’Assino fino a Raggio, dove proseguirà lungo la piana di Gubbio per varie strade comunali fino al centro, in via Beniamino Ubaldi. Da qui proseguirà in località Zappacenere fino alla chiesa di Padule, dove tornerà sul tracciato della ex ss219 fino a Branca. Da qui, poco dopo l’ospedale, il tracciato interesserà le viabilità comunali di Corraduccio e Baccaresca per poi entrare nel Comune di Fossato di Vico salendo per Colbassano e riscendendo fino alla Flaminia che sarà attraversata per l’ultimo tratto che arriverà alla stazione di Fossato di Vico.
Appuntamento in autunno, per una esperienza che si annuncia indimenticabile.






