Montone torna ad avere il “suo” Signorelli

La riproduzione di uno dei capolavori del maestro cortonese sarà esposta al museo San Francesco | LE FOTO

Alessandro Minestrini

MONTONE (Perugia) – Identica all’originale, bella da togliere il fiato. Montone può tornare a mostrare a cittadini e turisti la pala che il grande artista rinascimentale Luca Signorelli  dipinse per il  borgo cinque secoli fa. Ma c’è un particolare. Non si tratta dell’originale, ora custodito alla National Gallery di Londra, ma di una riproduzione perfetta dell’opera riprodotta con maestria dalla Bottega Tifernate.

La copia della pala signorelliana, nella quale sono raffigurati la Vergine con il Bambino e i santi Sebastiano, Nicola di Bari, Cristina e Girolamo,  è stata esposta nella mattinata del 5 agosto davanti a un numeroso pubblico presso il museo di San Francesco, antica chiesa per la quale era stata dipinta.
Con l’iniziativa è stato dato il via ad una  serie di eventi celebrativi  in programma fino al 6 gennaio  in memoria di Luca Signorelli, in occasione dei cinquecento anni dalla morte.
Una proposta per valorizzare il territorio, ma anche per raccontare il rapporto tra il borgo e l’insigne artista cortonese, organizzata dal Comune di Montone con la partecipazione attiva della “Pro Loco Montonese” e “StoricaMente Aries”, con il sostegno della Fondazione Perugia, lungo il solco tracciato dall’iniziativa “La Valle del Signorelli” e sulla scia di un protocollo di intesa firmato dai Comuni della Rete Interattiva Museale altotiberina.

L’evento espositivo,  che riguarda sia documenti d’archivio sinora sconosciuti al grande pubblico, sia la riproduzione pictografica della pala d’altare realizzata dal Signorelli stesso proprio a Montone nel 1515 e fedelmente riprodotta da Bottega Tifernate, si strutturerà attraverso una serie di incontri e conferenze.
All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Mirco Rinaldi e l’amministrazione comunale al completo, il presidente della Proloco montonese  Raffaele Bei, il presidente di “StoricaMente Aries”, Adriano Bei, il direttore generale della Fondazione Perugia Fabrizio Stazi, la parlamentare Emma Pavanelli, il consigliere regionale Michele Bettarelli ed il presidente del consiglio comunale di Umbertide, Giovanna Monni.
Nel corso della cerimonia si e tenuta una conferenza del professor Fabrizio Fornari dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara; ha quindi preso la parola  Stefano Lazzari titolare della Bottega Tifernate che ha realizzato la riproduzione dell’opera e la dottoressa Valentina Ricci Vitiani cui si deve una accuratissima ricerca d’archicio  E’ stato inoltre proiettato, inoltre, il video della mostra realizzato dall’editor Giuseppe Sterparelli.

Sempre sabato 5 agosto, è stata anche inaugurata la mostra fotografica di Paolo Ippoliti, dal titolo “La Santa Spina, la storia la bellezza”, inserita nell’evento e che dà il via alla Rievocazione della Donazione della Santa Spina.  Sono in esposizione 16 immagini, tutte dedicate alla festa e ai suoi momenti più significativi, in grande formato e scelte tra quelle scattate nell’edizione del 2022, l’anno che ha segnato la grande ripartenza della celebrazione della festa dopo i limiti imposti dal Covid.
Per quanto riguarda i momenti dedicati al maestro cortonese il 19 agosto, Valentina Ricci Vitiani relazionerà in merito a fatti artistici significativi nel contesto rinascimentale montonese, che hanno avuto un particolare risalto nella rivista “Medioevo” (aprile 2023) in occasione delle celebrazioni Signorelliane. Infine, il 23 settembre concluderà il ciclo di conferenze il professor Tom Henry, considerato il maggior esperto mondiale di Luca Signorelli. Tutti gli incontri si terranno a San Francesco alle ore 11.00.

Il Signorelli a Montone

A Montone il Signorelli dipinse per la Cappella di Santa Cristina la pala raffigurante la Madonna col Bambino e santi Sebastiano, Cristina, Nicola da Bari e Girolamo, venduta nel 1901 alla National Gallery di Londra, dove ancora oggi è collocata. L’opera fu eseguita nel 1515 e sulla stessa compare un cartiglio nel quale è possibile leggere la dedica al committente Maestro Aloisio de Rutanis, fisico francese e sua moglie Tomassina. L’opera, un olio su tavola, raffigura la Vergine incoronata tra due angeli che stringe il Bambino, il quale sorregge un globo; in basso è dipinta una gloria di serafini. Sulla sinistra San Sebastiano trafitto dai dardi, sulla destra Santa Cristina, con la grande ruota di pietra appesa al collo. In basso sono raffigurati i santi Girolamo con la veste cardinalizia ed il galero ai suoi piedi, e Nicola di Bari nel suo abito vescovile e con le tre sfere d’oro poggiate a terra. Sullo sfondo un paesaggio lacustre ed una cittadina fiabesca. L’opera, scomparsa dall’originaria collocazione nella chiesa di San Francesco, fu rinvenuta da Giacomo Mancini, in una cantina nel 1826 in precarie condizioni di conservazione; dapprima restaurata da Vincenzo Chialli, fu acquistata da Elia Volpi e successivamente venduta alla National Gallery. La predella fu attribuita alla bottega del Signorelli solo in seguito allo smembramento operato intorno ai primi anni dell’800. Il contratto tra il pittore e il committente, presente nell’archivio Storico Comunale di Montone, attesta che l’opera non fu mai pagata dal fisico francese ma fu lo stesso artista cortonese a fargliene dono.

La riproduzione della Pala

Per lo sviluppo della riproduzione in scala 1:1 dell’opera Vergine con Bambino e santi, realizzata da Luca Signorelli nel 1515, è stata utilizzata una tavola di legno in pioppo con due traverse longitudinali, inserite al fine di scongiurare incurvature o rotture del pannello.

La realizzazione dello strato pictografico avviene dopo un attento studio cromatico ed estetico, eseguito direttamente sull’opera originale. Un lavoro che Bottega Tifernate ha poi sviluppato applicando i pigmenti strato su strato, rispettando un processo di lavorazione piuttosto lungo, in quanto ognuno di questi richiede tempo di asciugatura apposito, che si può eseguire solo alla completa asciugatura di quello precedente. Le dorature, eseguite in oro Zecchino 24 carati, sono state realizzate solo dove si è rilevato con certezza la loro esistenza. Proprio per questi motivi è stata importante la stretta collaborazione con la National Gallery di Londra, luogo dove viene conservata l’opera originale, al fine di raggiungere il miglior risultato possibile.

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