Redazione Terni
TERNI – Incompatibile o meno, il sindaco Stefano Bandecchi giovedì pomeriggio sarà in Regione. A consegnare l’ordine del giorno che pochissimi giorni fa il consiglio comunale ha approvato a stragrande maggioranza.
Un atto che ha nell’oggetto la vertenza sull’idroelettrico ma che in realtà si legge ospedale.
Perché nei piani del partito di Bandecchi – il documento è stato presentato da Alternativa Popolare – i soldi per il nuovo ospedale di Terni devono arrivare dai canoni idrici che la Regione incassa per lo sfruttamento delle acque del Ternano. Ancor di più dovrebbe aprire – sempre nelle intenzioni di AP – la borsa Enel per gli indennizzi sui danni delle variazioni idriche che interessano il bacino di Piediluco e la Cascata.
Profilo più basso invece quello della Regione che – preso atto della sepoltura del project financing – si è messa alla ricerca di un finanziatore.
In ambiente regionali si parla di un primo contatto con Inail. Il colosso pubblico potrebbe, nell’ambito delle sue politiche di patrimonializzazione immobiliare, costruire il nuovo ospedale per poi percepire un affitto annuale. L’operazione è da 300 milioni di euro. Non è chiaro al momento se per seguire lo schema del vecchio project – demolizione a stralci e rifacimento dell’ attuale Santa Maria – o per un edificio completamente nuovo. A Maratta. In questo caso occorre ripartire da zero nella progettazione e forse serve anche una variante ad hoc al Prg. Roba di anni.
E già ce chi nella Conca fa le similitudine tra i tormenti del Santa Maria con quelli dell’ospedale di Narni – Amelia. Una nuova struttura da 20 anni “cantierabile” ma ma che non ha mai visto un mattone.


