TERNI – Il project pubblico privato per il nuovo Santa Maria, che aveva già visto l’ Azienda ospedaliera chiamarsi fuori, è morto e sepolto. La giunta regionale ha preso atto che quella costruzione finanziaria non sta in piedi. D’ altronde il responsabile del procedimento era già stato chiaro: l’Azienda non può farsene carico per la sua quota parte, perché non ha fondi in bilancio.
Quindi si dovrà ripartire. Perché a Terni serve quanto prima una nuova struttura ospedaliera che sostituisca quella degli anni Settanta.
Ancor prima servono alla politica ternana, quella tradizionale, risposte certe da parte della Regione guidata dal centrodestra.
Perché ieri durante il consiglio comunale, a Palazzo Spada, al di là dell’atto di indirizzo unitario, si è capito chiaramente che la questione ospedale mancato rischia di essere nuovo carburante per Stefano Bandecchi.
Se la Regione non dovesse dare risposte, le regionali del 2025 rischiano di portare lontano l’auto di Bandecchi che sulla battaglia ospedale è già pronto. Per la Regione, per la realizzazione del nuovo ospedale, le strade sono due: un nuovo project financing oppure un intervento tutto pubblico. Per una nuova sinergia pubblico privato, per renderla sostenibile dal punto di vista economico, la Regione deve raddoppiare la sua posta, aggiungere ai 96 milioni di euro già resi disponibili altri 80 milioni di euro.
Per una operazione tutta pubblica di milioni ce ne vogliono 300 e al momento ce ne sono appena un centinaio.
Il tempo stringe: dalla Regione arriva l’impegno ad un atto di indirizzo entro il 7 agosto. La clessidra è al lavoro anche sulla ricerca di finanziamento. Mentre il centrodestra di governo si arrovella sul da farsi, Bandecchi “sindaco da opposizione” ha aperto la vertenza ospedale con Enel: deve indennizzarci per lo sfruttamento idroelettrico. Soldi appunto per fare il nuovo ospedale.
Si vedrà quanta acqua passerà sotto i ponti


