Per il sindaco Bandecchi già ricomincia la scuola. A chi andrà la gestione del Palasport di Terni?

Mentre cerca ancora un approdo certo la questione dell’eventuale incompatibilità del primo cittadino, si avanza una questione specifica: interessante vedere come sarà risolta

TERNI – A chi andrà la gestione del palasport di Terni? Possibile che tocchi alla società Pala Ternana eventi srl, di cui a tutto l’11 agosto 2023 risulterebbe (condizionale d’obbligo visto che proprietà ed incarichi possono essere modificati in ogni momento) amministratore unico l’inarrestabile sindaco di Terni, Stefano Bandecchi?
Magari no. Magari è una preoccupazione che ha solo qualche ternano fissato con le norme e le regole e ritiene che vadano rispettate.

Oppure – rigirando la questione – magari non c’è altra società attrezzata in tutta Terni per gestire un impianto così delicato, così necessario alla città e che la società del project ritiene l’unica in grado di valorizzare l’opera come giusto che sia.
Anche su questa seconda evenienza bisognerà pur interrogarsi. L’assenza di competitor può essere un’eventualità. Ed è anche un campanello d’allarme per la città.
Però per non portarci troppo avanti con i compiti, ci permettiamo, sicuri di far cosa gradita al sindaco Bandecchi, che è una sorta di eroe romantico come un moderno Don Chisciotte con tanto di fedele scudiero, di tornare sulla questione che è ancora in ballo e non ha trovato un approdo certo, che è quella dell’incompatibilità.
Il testo del Tuel, la normativa che riguarda gli amministratori degli enti locali, è molto preciso: indica tutte le cose che devono non avere coloro che guidano amministrazioni pubbliche locali.
Perchè? Non è – ricordiamolo – uno sfizio burocratico, una sorta di ritorsione del pubblico nei confronti del privato. Al contrario è un aiuto agli onesti.
Da una parte è una appendice, per quanto minima, della grande preghiera cristiana del “Padre nostro”, laddove recita: “Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male”. Il Tuel intende evitare che gli amministratori siano anche solo indotti nella tentazione di approfittare del loro incarico e dei loro precedenti ruoli.
Ma questo aspetto non riguarda minimamente Bandecchi. Volete che un altruista come lui si si faccia interessi suoi nell’amministrazione? Mai e poi mai.
Però – ecco un secondo aspetto del Tuel – potrebbe essere che capita all’amministratore in situazione di incompatibilità di approfittare per distrazione del suo incarico pubblico.
Qui nessuno può dirsi esente. Neanche l’ottimo Bandecchi.
Solo per fare un’ipotesi estrema: volete che uno che ascende alla sua barca dal tender, nella calura, atteso da un prosecco e una spremuta, possa non rendersi conto che con una sua scelta finisca per fare, involontariamente, un favore a un amico o ottenerne – senza volerlo, ben inteso – un vantaggio, magari trascurabile, per i suoi molti affari?
Ecco perché il Tuel è una garanzia per i migliori amministratori, come sicuramente Bandecchi. Evita non solo, per usare termini catechistici, di commettere un peccato volontario, ma anche involontario. In opere e in pensieri, oppure in omissioni.
Benedetto allora il Tuel. A questo serve. Per tutelare i migliori amministratori. Al Palasport di Terni come in ogni altra vicenda cittadina.

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