TERNI – Le grandi corse per arrivare a Palazzo Bazzani sono iniziate. La poltrona da numero uno della Provincia di Terni è tornata a fare gola. Perché è tornata l’indennità – 11mila euro lordi al mese, quanto quella del sindaco di un comune capoluogo – perché è in arrivo l’elezione diretta. Con doppio turno. Si voterà a giugno 2024. Tra meno di un anno. Una tornata elettorale che precederà la grande guerra delle regionali, a primavera 2025.
Per Palazzo Bazzani negli schieramenti sono iniziate le manovre, con molti cavalli scalpitanti.
Laura Pernazza, la presidente uscente, è un candidato per certi versi scontato. Il suo grande sogno è quello di diventare consigliere regionale, un traguardo fallito quattro anni fa, ora diventato ancora più lontano visto le attuale percentuali di Forza Italia. In caso di elezione a presidente della provincia dovrà lasciare il posto da sindaco di Amelia. Per sostituirla sono in lizza Avio Proietti Scorsoni e Alberto Rini di FdI.
Per il centrosinistra si è messo in moto la vecchia volpe di Fabio Paparelli. L’attuale consigliere regionale del Pd ha capito che ulteriori mandati a Palazzo Donini non ci sono, il terzo mandato e pressoché impossibile. E poi il suo ex delfino Filipponi è lanciatissimo nel sostituirlo.
La Provincia sarebbe per Paparelli un ottimo cimitero degli elefanti.
Intanto è tornato a tenersi in forma con la presidenza del circolo canottieri di Piediluco, struttura al centro di importanti investimenti per i mondiali e le olimpiadi di canottaggio.
Ma le sorprese più rilevanti potrebbe arrivare da Alternativa Popolare con un candidato capace di andare oltre ai confini del partito di Stefano Bandecchi. Quest’ultimo potrebbe attingere dalla vasta platea di ex avversari che ora sono rimasti illuminati sulla via dello scoppiettante sindaco di Terni: nomi che vanno da Emanuele Fiorini a Paolo Cianfoni, l’ultimo candidato a sindaco della pattuglia dei riformisti ternani.


