Sebastiano Pasero
POLINO (Terni) – I vecchi nella piazza ricordano che quando i cavalli avevano la coda attorcigliata di sicuro era passata la strega. La stessa che si attaccava alle mammelle delle pecore succhiando il latte.
Una stregaccia che non si «riesce a medicare». Solo Raspittu, lo gnomo buono, ci riesce. Lui d’altronde con la strega non ci va leggero. Quando la incontra – alla faccia della bontà – la butta giù dalla rocca circolare di Polino, giù nel vallone.
E ora il volo della strega non vive solo nei racconti dei vecchi della piazza, tra una briscola e un tressette. Il Comune di Polino ha speso quasi centomila euro per un balcone panoramico in cristalli che dà la sensazione, se non di volare, di stare sospesi nel vuoto. Un belvedere mozza fiato, con il vallone sottostante, e di fronte l’eremo di Sant’Antonio, interamente scavato nella roccia.
Il sindaco Remigio Venanzi dopo il belvedere ha un altro sogno: “Siamo in graduatoria per il finanziamento di un ponte tibetano interamente in acciaio e cristallo, lungo 366 metri. Dalla rocca sarà possibile arrivare alla montagna, con un percorso che richiamerà curiosi ma anche appassionati di trekking, perché dall’eremo iniziano i percorsi che portano alla propagine del Colle della Croce”
Mentre il sindaco parla si sente il vento che a Polino non tradisce neanche a Ferragosto e che fa sbattere i rami delle querce e dei castagni tra di loro.
In piazza sono convinti che è Raspittu che sta raspando nel bosco. Gli improperi per il carico a briscola nell’ultima mano lo sovrastano. E la strega nelle stalle sta cercando i cavalli che non ci sono più.



