Terni non dimentica l’11 agosto del 1943

Ottant’anni fa il primo bombardamento sulla Conca. Alle ore 10,29 l’inferno

E. Cec.

TERNI – Ore 10,29. L’inferno.  Il primo bombardamento sulla città. Secondo la relazione del prefetto Antonucci, inviata al Ministero dell’Interno – Direzione generale dei servizi di guerra – 44 aerei scaricarono su Terni oltre cinquecento bombe.

L’elenco degli edifici distrutti: la stazione ferroviaria, la caserma centrale dei carabinieri, la caserma dei vigili del fuoco, il palazzo di giustizia, il municipio, l’ospedale, i magazzini Upim, il cinema Corso e il cinema Littorio, l’Istituto delle Orsoline e l’Istituto dei Salesiani, le officine Bosco, il Proiettificio Briotti, il Proiettificio Salit, lo Iutificio Centurini, la Fabbrica d’Armi, lo stabilimento siderurgico, il deposito Agip e il deposito Ex Italo Americane del Petrolio, il Magazzino del Consorzio agrario. In una città di 45 mila abitanti 1200 case su 2500 erano solo macerie.  I  morti furono cinquecento ed i feriti 493. Davvero l’inferno. Quello era solo il primo calcolo.  Più avanti emersero i numeri reali: persero la vita 1.016 ternani. Quella mattina di ottanta anni fa, una bellissima mattina di estate, il timore per i bombardamenti esisteva anche in considerazione del fatto che a Terni c’era “La Fabbrica”.  Ai cittadini sembrava comunque un pericolo lontano. Invece le bombe vennero sganciate da quei 44 quadrimotori americani sul centro cittadino e poi verso le fabbriche. In volo basso nella direzione Ovest-Est per poi rialzarsi in faccia alla Cascata delle Marmore.

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