R.P.
UMBERTIDE (Perugia) – Lacrime e dolore per l’addio ad Alex. Si sono svolti nel pomeriggio di sabato 19 agosto, in Collegiata a Umbertide, i funerali di Alexandre Mennesson, l’uomo di 33 anni ucciso a Medellin in seguito a una violenta rapina.
Tanti sono stati gli amici e conoscenti che hanno voluto dare l’estremo saluto al giovane con passaporto italo-francese, che ha abitato e lavorato nel centro altotiberino dal 2020 al 2023, per poi partire alla volta della Colombia e per non fare più ritorno in quella città in cui si era fatto voler bene, apprezzare e dove tutti coloro che lo hanno conosciuto lo ricordano come un ragazzo gentile e dal cuore grande.
La comunità cittadina si è voluta stringere intorno al doloro della mamma Irene (nata a Umbertide e poi trasferitasi in giovane età a Cannes), al padre Pascal, al fratello Thomas e ai numerosi parenti.
Non hanno voluto far mancare il loro abbraccio i colleghi di lavoro di Alexandre, presenti con le loro divise per rendere omaggio a una persona con cui hanno condiviso un pezzo di vita.
Parole commoventi sono state espresse dal parroco della Collegiata, monsignor Pietro Vispi, nel corso dell’omelia: «Alexandre è un ragazzo che resta nel cuore di tutti noi che lo abbiamo conosciuto e frequentato. Il suo corpo è qui davanti a noi e la sua anima è davanti a Dio. L’atteggiamento migliore da tenere è quello del silenzio. Di un profondo silenzio. Soprattutto in questi momenti, in cui ci sono un padre e una madre che piangono, ogni parola in più è una ferita in più. Ogni espressione di dolore, che a volte esprimiamo in maniera teatrale, è una saetta in più al cuore di chi, con un atto di amore, lo ha messo al mondo».
Al termine del rito religioso, il feretro è stato accompagnato verso il carro funebre da colleghi ed amici di Alexandre. La salma del giovane, ha proseguito il proprio viaggio verso il cimitero di Umbertide dove avrà riposo eterno.



