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PERUGIA – Un colpo dietro l’altro. Come nella migliore tradizione di Ferragosto e dintorni. E tra quelli presi d’assalto dai balordi c’è sicuramente la zona di via Fonti Coperte e le tante vie che qui si affacciano. Un fenomeno che in estate, quando i quartieri si svuotano per le vacanze, permette ai ladri di operare negli appartamenti, nelle case e nei negozi indisturbati. Soprattutto se non si dispone di un sistema d’allarme.
È quanto accaduto nelle notti scorse in via del Lavoro dove qualche malintenzionato ha tagliato la rete del giardino di una delle abitazioni della via, forzato e rotto una porta a vetri, è entrato nella casa. Una volta avvertiti i proprietari dell’intrusione, sono ritornati a Perugia per valutare i danni. Doppio colpo nella stessa sera, ma anche in via Palermo dove qualcuno è entrato in un appartamento al primo piano passando dal balcone e, poi, forzando una finestra. E ancora, questa mattina, come raccontano le segnalazioni di alcuni residenti, è stato forzato il portone d’ingresso di uno dei palazzi di via Birago. Un quartiere e una piazza, questa, che negli ultimi anni ha subito una vera trasformazione. Dove ora giocano i bambini e si svolgono eventi, fino a poco tempo fa regnava il degrado e lo spaccio. Un moto di rigenerazione grazie allo spirito d’iniziativa di residenti e commercianti che hanno dato il via ad un movimento il cui unico obiettivo è quello di riappropriarsi degli spazi del quartiere.
E in via Birago, per ripopolare la piazza e rappresentare un deterrente per i balordi, tra i residenti si è diffusa una proposta: cene e incontri liberi tra chi è rimasto in città per farsi compagnia.
Solo qualche settimana fa, proprio altri colpi sono stati messi in atto in tre attività commerciali che si affacciano sulla piazza di via Birago. Compreso quello recentissimo ai danni di un negozio di alimentari dove qualcuno ha fatto un buco nella vetrina ed è poi entrato per portare via qualche birra e il fondo cassa. Ma le cattive frequentazioni sono tornate anche al parco di via della Pescaia dove sarebbero apparse alcune pericolose siringhe a terra.


