TERNI – La speranza è che non finisca come i personaggi della commedia di Samuel Beckett che aspettavano eternamente Godot. La speranza è che si tratti di cartelli di buon auspicio. A corso Vecchio spunta il cartello nelle vetrina di un negozio storico di calzature, che recita “Aspettando il teatro Verdi”. Un messaggio, peraltro posizionato sopra le vecchie poltrone del Verdi, anche queste esposte in vetrina. Un messaggio di ottimismo e di fiducia verso la restituzione di un’opera che significa molto per Terni e ancor di più per tutta l’area del centro che è a stretto contatto con il perimetro e la facciata dello spazio museale per antonomasia. Il Verdi.
L’attesa dei commercianti deve fare però i conti con un cantiere appena insediato che si annuncia complesso. Al momento i lavori avviati riguardano il primo stralcio, la demolizione di tutto il costruito ovvero della parte del teatro retrostante la facciata, la realizzazione del ridotto e di tutto dell’involucro compreso il tetto delle infrastrutture portanti. Poi serviranno ulteriori stralci per allestire il teatro vero e proprio secondo il progetto già individuato tre anni fa a seguito del bando europeo, compresa la torre scenica. Ci vorranno tempo e pazienza. Senza contare i possibili imprevisti, come quelli che potrebbero arrivare dalle operazioni di scavo, con un sottosuolo che si annuncia ricco di sorprese e di conseguenti variati al progetto in corso. Nonostante tutto, il cartello “Aspettando il Verdi” ci sta proprio tutto: simbolo di una città che non si rassegna. Che fa notare, anche con un pizzico di polemica, che c’è chi aspetta un futuro miglio re per corso Vecchio e per la città tutta.




