m.brun.
TERNI – Fermi tutti: sulle nomine del Sii ternano – riunione decisiva imminente – ci sono novità.
E si capisce perché il sindaco di Terni Bandecchi si stufa di essere preso in giro nelle Tv nazionali mentre qui pare trovi ogni giorno gente che lo prende sul serio e intende parlare con lui per fare qualche accordo (non ultimo addirittura Renzi, come già riferito da Umbria7).
Allora: sul Sii, il Pd a livello regionale aveva messo uno stop, frenando l’entusiasmo anche di Francesco Filipponi, super votato consigliere, al momento molto defilato sulla questione, ma a livello locale pare che la trattativa vada avanti, fino a prova contraria ovviamente.
Pare – ma francamente non ci crediamo per l’alto valore morale delle persone in questione – sia il sindaco di Arrone, Di Gioia, nobile esponente della migliore intellighenzia post comunista del ternano, uno dei reduci dalla disfatta elettorale del centrosinistra, che avrebbe mantenuto un filo diretto con Bandecchi. Possibile? Francamente non ci crediamo.
Ma come si fa a non tacere quando ti arrivano indicazioni da decine di diversi fonti?
Pensate, alcune di queste dicono che l’intesa prevederebbe il giovane di ottima famiglia Filippetti, neo-bandecchiano al titanio, pronto per assumere la presidenza del Sii, e l’ex sindaco di Arrone Domenico Rosati nel Cda. Ma intese anche su Di Gioia? E con quali prospettive? Le fonti infide sussurrano che l’uomo sarebbe candidato a prendere il posto della Pernazza alla Provincia di Terni. E con effetti a catena come spazi lasciati a Filipponi per le regionali.
Vedete che abbiamo ragione noi a riferire questa voce ritenendola una fake. Come è possibile l’ottimo Di Gioia dentro un imbevibile frullato di questo genere.
Qui viene giù il mondo. Ma come? Possibile?
No. Confermiamo. Non pensiamo che si possa interpretare la politica in questo modo.
Ma allora – ecco la domanda di Umbria7 – come è possibile che voci si diffondano in questo modo?
Un’altra fonte sostiene che ormai Di Gioia si sta muovendo di concerto con altri due sindaci Pd del Ternano: il narnese Lorenzo Lucarelli e Federico Gori da Montecchio.
Pensate: qualche malevole commentatore li avrebbe già ribattezzati i “fratelli Bandiera”, in quanto di fatto pittoreschi rappresentanti solo di se stessi (certo non del partito che ha come Bori segretario regionale).
Siamo sicuri di ricevere smentite, mai così gradite. Perché caso mai fosse questo il Pd del rinnovamento, sarebbe immediatamente necessario promuovere il processo di beatificazione di Fabio Paparelli, da fare santo subito. E abbracciare la causa della restaurazione del centrosinistra ternano, nel nome di un briciolo di decenza politica.


