In coma a 16 anni dopo l’aggressione, chiuso il locale di Città della Pieve

Emorragia cerebrale dopo una spinta: per la violenza di agosto il questore mette i sigilli per un mese

CITTÀ DELLA PIEVE (Perugia) – Era finito in coma dopo aver battuto la testa nel corso di una violenta rissa. A 16 anni ha rischiato di morire per l’emorragia cerebrale causata dal colpo a seguito di una spinta. Era la notte tra il sette e l’otto agosto scorso, il ragazzo è stato operato d’urgenza e ha rischiato di morire. Poi fortunatamente si è ripreso, sta migliorando.

Ma quanto accaduto in quella notte non poteva non avere conseguenze. E così dopo l’arresto e il collocamento in comunità per il minore considerato l’aggressore e responsabile del grave ferimento, e l’iscrizione nel registro degli indagati per un altro minore e due maggiorenni considerati partecipanti alla rissa, è arrivata anche la chiusura del locale in cui tutto è avvenuto.
Data la gravità dei fatti, i carabinieri di Città della Pieve avevano formulato una proposta di sospensione dell’attività ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, il testo unico sulla sicurezza, al questore. E così Giuseppe Bellassai nelle ultime ore ha disposto con decreto la chiusura del locale per trenta giorni.
A dare esecuzione al provvedimento del questore sono stati i militari dell’Arma dei carabinieri che hanno provveduto alla notifica degli atti ed alla chiusura dell’attività.

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