Duomo di Perugia

Don Marco Briziarelli è il nuovo parroco del duomo di San Lorenzo

Nel cuore di Perugia tornano le attività pastorali parrocchiali

Redazione Perugia

PERUGIA – Ritorna a svolgere le attività pastorali parrocchiali la cattedrale di San Lorenzo di Perugia, demandate per oltre quattro decenni (dal 1980) alla parrocchia dei Santi Andrea e Lucia in cattedrale (che mantiene tale denominazione), alla chiesa della Misericordia di piazza Piccinino; realtà parrocchiale divenuta e sentita dai fedeli, nel corso degli anni, come “la parrocchia del centro” man mano che venivano unificate ad essa altre per carenza di sacerdoti, per la chiusura di comunità religiose e per la diminuzione di abitanti residenti.

La decisione è stata presa dall’arcivescovo Ivan Maffeis dopo aver consultato i sacerdoti di Perugia città e attuando la “riforma pastorale” per una maggiore evangelizzazione e missione di prossimità indicata dall’assemblea diocesana dello scorso maggio. Il nuovo parroco della parrocchia della cattedrale è il perugino don Marco Briziarelli, classe 1980, attuale direttore della Caritas diocesana, “giovane sacerdote” ordinato appena sette anni fa (25 giugno 2016), dopo aver maturato una “vocazione adulta” al sacerdozio entrando in Seminario quasi trentenne. Dopo la celebrazione eucaristica delle 7 nella chiesa del Villaggio della carità, sede della Caritas diocesana (zona stazione-via cortonese), don Marco, in queste ultime settimane, è sempre più spesso in cattedrale e di buon mattino non è difficile incontrarlo per le vie del centro.

Le giornate che precedono l’inizio di questo suo impegnativo servizio alla chiesa sono particolari: il 29 settembre compie 43 anni di età ma è anche la ricorrenza della sua nomina a direttore della Caritas diocesana, avvenuta il 29 settembre 2020. Giornate che sta affrontando con molta serenità da quanto si coglie dalle sue stesse parole: «Ho accolto con grande gioia e responsabilità la proposta del vescovo Ivan all’incarico pastorale di parroco dei Santi Andrea e Santa Lucia in Cattedrale. Tornare a scommettere sulla nostra chiesa cattedrale e riconsegnarla come parrocchia, dopo tanti anni, alla nostra città penso sia una grande possibilità per tutta la comunità ecclesiale diocesana per vivere una nuova primavera».
«Un progetto pastorale – commenta don Briziarelli – che andrà a coesistere con l’incarico di direttore Caritas. Saranno mesi impegnativi, ma con l’aiuto e la preghiera di tutti affidandoci a Dio Padre, sotto la protezione della Madonna delle Grazie non c’è da temere. L’atteggiamento sinodale che lo Spirito Santo sta suscitando nella chiesa ci permetterà di camminare insieme e fare comunità partendo dalle povertà umane, spirituali e materiali delle quali siamo tutti rivestiti, ma che sono la via preferenziale dell’incontro con il Risorto e del rinnovamento della chiesa in ogni tempo».

L’addetto stampa diocesano ha rivolto a don Briziarelli alcune domande, mentre il sacerdote si appresta a fare “ingresso ufficiale” come parroco in San Lorenzo, in calendario domenica prossima, quando, alla celebrazione eucaristica delle ore 11, l’arcivescovo Maffeis lo presenterà al Popolo di Dio.

Don Marco Briziarelli

Don Marco, appena è entrato in Cattedrale si è raccolto in preghiera davanti alla splendida icona della Beata Vergine Maria, perché è tanto venerata a Perugia?
«Perché è la Madre, Madre della Grazia! Da giovane studente liceale ho sempre amato pregare e trovare silenzio ai piedi dell’icona. Con don Simone Pascarosa e don Marco Pigoni, chiedemmo di essere ordinati diaconi il 12 settembre 2015, festa della Madonna delle Grazie. Dal 2015 è diventata prassi per la nostra diocesi».
Lei continua ad essere anche il direttore della Caritas diocesana…
«Lo trovo un grande privilegio e un vero e proprio sprone nel mettere sempre Gesù al centro di ogni azione caritativa come direttore e come parroco. Ogni incarico, dono della Provvidenza e occasione di testimonianza e annuncio, porta con sé un aumento di responsabilità davanti a Dio e davanti agli uomini».
Da direttore della Caritas diocesana ha modo di coltivare i rapporti di collaborazione con le Istituzioni civili, lo farà anche da parroco, soprattutto su quali ambiti?
«La Caritas mi ha insegnato a prendermi cura della persona a 360°, cura da sempre condivisa nella ricerca continua di rapporti e scambi con le Istituzioni. Da parroco credo sia importante continuare su questa linea; certamente una frequentazione più assidua e in diversi ruoli ci permetterà una crescita nei rapporti personali ai quali tengo in maniera particolare. Ci giochiamo tutto nella cura della relazione».

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