Morti sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa: è tra le quattro regioni con la più alta incidenza di infortuni fatali

È quanto emerge dall’ultimo report dell’osservatorio di Vega Engineering

R.P.

PERUGIA – Il triste primato dell’Umbria. E’ tra le regioni dove ci sono più morti bianche. E’ quanto emerge l’ultimo report dell’osservatorio sulla sicurezza sul lavoro di Vega engineering. La triste classifica vede l’Umbria tra le quattro regioni con la maggiore incidenza degli infortuni mortali in relazione agli occupati.

Le provincia di Terni è quinta, con un’incidenza del 48,2 per cento con i quattro casi su 82.957 occupati. Perugia è diciannovesima, sempre in zona rossa, con nove casi su 269.341 occupati e un’incidenza del 33,4 per cento. La più elevata incidenza è nella fascia tra 55 e 64 anni e il settore più esposto è trasporti e magazzinaggio, seguito dalle costruzioni.

Un vero e proprio grido d’allarme viene lanciato da Maurizio Molinari, segretario generale della Uil regionale: «Vedere l’Umbria stabilmente in vetta alla classifica delle regioni dove è più alto il rischio di morte sul lavoro è uno schiaffo alla Costituzione e un oltraggio alla memoria di chi ha dato la vita nelle lotte sindacali per garantire lavoro e sicurezza per tutti, oltre a nei confronti di coloro che hanno perso la vita nell’esercizio del loro lavoro. Per questo l’obiettivo è quello di uscire dalla logica della vuota retorica e, mettendo tutti gli attori intorno ad un tavolo, dare risposte e invertire una tendenza deleteria». 

Secondo Molinari quelli forniti dall’osservatorio sono «numeri crudi che raccontano di vite spezzate, di sacrifici vanificati e di speranze interrotte. Per questo il richiamo è per le istituzioni locali, affinché mettano da parte qualsiasi bandiera ideologica e facciano fronte comune di fronte ad una vera piaga moderna».

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