R.P.
GUBBIO (Perugia) – Sui rami per difendere gli alberi dall’abbattimento. E’ quello che vogliono fare alcuni residenti del centro storico eugubino in vista dei lavori di riqualificazione di piazza Quaranta Martiri. L’intento del gruppo di cittadini – che si firma come “Gruppo eugubino Il barone rampante” – è quello di salvaguardare le piante delle motoseghe che entreranno in azione una volta che avranno inizio gli interventi della piazza.
I membri de “Il barone rampante” nei giorni scorsi hanno quindi preso carta e penna per lanciare un accorato appello all’amministrazione del sindaco Filippo Mario Stirati: «Siamo un gruppo di cittadini residenti nel centro storico di Gubbio – si legge nella missiva -, dei residuati bellici o se preferite, una razza umana in via di estinzione, grazie alle politiche di questi anni che hanno inteso trasferire fuori dalla città storica tutti i servizi».
«Alcuni di noi – si legge ancora nel testo – vivono proprio in piazza Quaranta Martiri dove, come abbiamo avuto modo di capire, si sta preparando l’ennesimo attacco al vivere in modo civile, attraverso un’umiliante imposizione dall’alto che non tiene in alcun modo conto della partecipazione dei soggetti che per primi dovrebbero avere voce in capitolo, gli abitanti di Gubbio, appunto».
In questi anni, i residenti della piazza hanno assistito «a un vero e proprio scempio dei giardini pubblici, lasciati nel degrado, con abbattimento di alberi secolari mal ripiantati, e la trasformazione dei giardinetti piccoli, depauperati degli alberi e delle siepi che ne caratterizzavano il disegno originale, in una sorta di discoteche all’aperto per tutta la stagione estiva».
Incalzano ancora dal gruppo: «Per quanto riguarda le presentazioni che sono state fatte questi giorni della “riqualificazione” della piazza, corredate da imbarazzanti foto copiate e incollate da una specie di supermarket degli arredi aeroportuali, veniamo a dirvi quanto segue. A noi preme la conservazione degli alberi ad alto fusto della piazza, tutto o almeno quelli che ci avete lasciato dopo stagioni su stagioni allietate dalle motoseghe».
Il bene degli alberi, deve essere messo prima di tutto: «Non vogliamo altro cemento, altra pavimentazione che non faccia respirare le radici degli alberi o che ritagli loro solo un esiguo spazio soffocante. La pavimentazione che proponete voi si riscalda con il sole ed emana eccessivo calore, cosa che non fa invece la terra. E non capiamo la ragione per cui volete sradicare i pini superstiti che perimetrano nella piazza».
Secondo il gruppo di cittadini «voler modernizzare a tutti i costi, senza tener conto della storia delle persone, dei loro rapporti con i luoghi che li hanno visti crescere, è un’offesa a quello che resta della nostra umanità, in un contesto che ce ne sottrae zone sempre più vaste ogni giorno».
Quindi, l’annuncio di quella che sarà una protesta senza precedenti: «In fondo noi vecchi non chiediamo molto, ci accaloriamo perché maltrattare le cose del passato è come maltrattare anche noi. Vi assicuriamo che, nonostante non siamo più in verde età, niente e nessuno ci impedirà di salire sugli alberi sani e vegeti che voi avete già condannato a morte e di passarci, se necessario, giorni interi, mesi e anche oltre. Non abbiamo molto da perdere, ormai, e, credeteci, ne siamo capaci».


