«Non mi far tirare fuori le prove». Qui si vuol intimidire l’opposizione? Ma che sta succedendo in una città civile come Terni?

Un post inquietante del vicesindaco (pubblico ufficiale) Corridore contro il leader Cinquestelle è l’ultimo atto di una deriva. Ora ha l’obbligo giuridico di denuncia o quello politico di trasparenza

r.u.

TERNI – «Luca Simonetti non mi far tirare fuori le prove. Adesso taci…». Dove i tre puntini chissà cosa significheranno.
Ma il post che qui sopra riportiamo del vicesindaco di Terni, avvocato Corridore, alto esponente di Alleanza popolare, pone degli interrogativi seri, che vanno ben oltre quel che sta succedendo in questi mesi a Terni, che oscilla tra il fenomeno di costume e il cabaret.

1.Diamo fondo a quel po’ di conoscenze giuridiche – ma l’avvocato Corridore che è avvocato ne saprà sicuramente di più e potrà confermare – per dire che il vicesindaco è un pubblico ufficiale. Se ha “prove” deve riferirle alle autorità competenti. Il termine “prove” è giuridico.
Se invece l’espressione facesse parte di questo odioso cabaret messo in scena in città, allora comunque c’è un dovere di trasparenza.
Quindi per le “prove” si va o alla Procura della Repubblica o in Consiglio comunale o comunque in sedi pubbliche idonee. Per far conoscere a tutti quello che uno ritiene di sapere.

2.Se questo non succede, se le “prove” non si svelano, si deve immaginare che si vogliano riservare per altro. Di sicuro non è possibile che si possano usare nella Terni, simbolo di città civile, forme di pressioni occulte. Il tessuto della città in questo senso è impenetrabile.
Ma allora si pensa di imbavagliare l’opposizione, in questo caso i Cinquestelle?

3.In effetti tentativi di decidere come e quando e quanto l’opposizione può fare l’opposizione, da parte di questo governo cittadino, sono stati segnalati.
Sarà interessante a questo proposito sapere come andrà a finire in Procura quel roteare di manone da parte del sindaco nei confronti di un consigliere dell’opposizione (Cecconi, Fdi).

4.Ma il post del vicesindaco è un ulteriore campanello d’allarme. Su eventuali reati in consiglio comunale deciderà la magistratura, sul vivere civile tutta la città è chiamata in causa. Qui c’è un evidente step degenerativo del rapporto tra maggioranza di governo e opposizione. Ci si pone fuori dal perimetro del confronto democratico.
Esistono delle forme che sono sostanza.
Questo modo di esprimersi è inammissibile in una città simbolo di civiltà e di democrazia come è Terni.

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