Per l’Umbria una miniera da 3,5 miliardi: ecco quanto valgono gli oltre 3mila progetti del Pnrr

Occhio puntato sul timer per rispettare tutte le scadenze entro il 2026

R.P.

PERUGIA – Il Pnrr ha portato in Umbria 3,5 miliardi di euro per oltre 3mila progetti in fase di attuazione, con prospettive certe per il rafforzamento dell’economia regionale. Ma l’occhio deve essere tenuto costantemente sul timer per raggiungere tutti gli obiettivi entro il 2026. A renderlo noto è stata la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, rispondendo due interrogazioni distinte sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza presentate da Paola Fioroni e Stefano Pastorelli (Lega) e da Simona Meloni del Partito democratico.

Nell’aula di palazzo Cesaroni Tesei ha ricordato che «ci sono state due fasi che si compenetrano tra loro, la prima in cui le Regioni hanno presentato i progetti per ottenere le risorse, che non piovono dall’alto, ma sono frutto di una grande interlocuzione, un grande lavoro.  Per la Regione Umbria si tratta di risorse per 3,51 miliardi di euro e sono state assegnate per 3mila e 449 progetti. Altra fase la messa a terra dei progetti in base alle norme».

Il Governo, ha continuato la presidente, vuol capire «se alcuni progetti siano compatibili o meno con il termine di ultimazione che è il 2026, non è che stiamo scegliendo dove togliere, ma sulla compatibilità dei tempi, per questo si parla di “spiazzamento”, riguarda opere non compatibili coi tempi, ma che potranno essere finanziate in altro modo. Sempre sui 3,5 miliardi di risorse Pnrr, grazie al cofinanziamento si può generare una massa di investimenti che ammonta a 4,8 miliardi. Teniamo presente che ci sono progetti interregionali su infrastrutture».

Su 3,5 miliardi intercettati, ha informato la governatrice, 285 progetti sono «sopra il milione di euro, la quasi totalità dell’ammontare del Pnrr, ma gli altri piccoli e piccolissimi progetti, per lo più comunali su scuole, asili, rigenerazione urbana, a causa delle potenziali variazioni del Pnrr, stima di 180 milioni, potrebbero essere oggetto di spiazzamento ma oggi non ci sono certezze in merito. Sottolineo il grande ruolo attuativo dei Comuni che, se non su progetti di taglio alto, avrebbe comportato lo snaturamento di parte del Pnrr e problemi gestionali per tutti, poiché le linee di attuazione sono molto rigide».

Quanto all’attuazione del Pnrr, Tesei ha precisato che lo strumento di monitoraggio «esiste, è il Regis, cui abbiamo accesso diretto e i cui dati cambiano continuamente. L’Umbria è soggetto attuatore per 400 milioni di euro su 3,5 miliardi. Non si possono cambiare le scelte fatte in passato, c’è la tagliola dei tempi, sono l’11% del totale. L’89% del Pnrr Umbria è gestito da aziende di Stato, la criticità del totale dei progetti, di cui il 40% avviati, porta a impegnarci per mantenere l’Umbria quale modello virtuoso per aggiudicarsi le risorse e per l’attuazione».

Per le opere e i vari progetti sarà necessario trovare copertura dove possibile, ha detto ancora Tesei: «Abbiamo dato mandato di creare una squadra e sostenere l’operatività dei Comuni anche con l’aiuto dei privati. Dobbiamo limitare i problemi dovuti alle criticità, sono certa che sapremo condurre a termine i progetti. Resta una grossa mole di denaro che porterà la nostra economia a cambiare e dare prospettive certe per il futuro».

Critica nella replica la capogruppo del Pd, Simona Meloni: «Emerge la fatica a mettere a terra i progetti nelle realtà dove servono. Il Governo parla di tagli per impossibilità chiudere le progettualità entro il 2026, poi ci sono gli altri progetti pensati prima del Pnrr e adesso non così compatibili con i criteri dell’Unione europea. La regia delle Regioni va bene ma ogni tanto è necessario fare un focus sui progetti interregionali. Penso alla Orte-Falconara, c’è ancora o no? Le infrastrutture sono tema centrale come la transizione ecologica, ma ci sono anche l’inclusione sociale, i nuovi bisogni della povertà che avanza. Quali priorità, cosa sarà portato a compimento? Poi per i progetti avviati dovremo trovare altre forme di finanziamento, sarà difficile, serve condivisione per informare i cittadini sul futuro».

Soddisfazione è stata invece manifestata dalla consigliera della Lega, Paola Fioroni: «La presidente ha dato un quadro puntuale ed esaustivo su Pnrr con sottolineature importanti. Le Regioni devono avere un ruolo più cogente sull’attuazione. L’aggiornamento costante che lei sta facendo, con la rendicontazione degli atti in Aula e i suoi comunicati stampa, dimostrano l’attenzione sulla necessità della Regione di monitorare e far sapere come procedono le cose riguardo l’attuazione per le singole missioni e oggi ne abbiamo avuto contezza. Difficile fare di più».

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