A.P.
TERNI – Il 4 settembre entreranno in funzione le Velostazioni. A pedalare sarà dunque Terni Reti, la società in house del Comune di Terni, che in un comunicato annuncia, finalmente, l’attivazione del servizio di noleggio dei posti bici nelle quattro strutture in acciaio Corten e vetro realizzate per promuovere la mobilità alternativa.
Nessuno ci sperava più. Ultimate a maggio 2021, sono restate ad impolverarsi mentre Palazzo Spada decideva se andare a bando o no, per la gestione. E solo a marzo del’anno successivo, 2022, venne firmato l’atto per l’autorizzazione all’affidamento diretto. Dopo altri cinque mesi – era sindaco Latini – l’assegnazione a Terni Reti in via sperimentale. Nella delibera di giunta viene messo per iscritto che le velostazioni «potrebbero costituire un elemento di miglioramento dell’offerta di mobilità da parte di Terni Reti». Di certo non un elemento di miglioramento della gestione economica di Terni Reti. Posizionate nei quattro punti di scambio auto-bici e treno-bici (allo Staino, in Largo Micheli, Largo Frankl e alla stazione) potranno essere utilizzate a partire da lunedì 4 settembre per parcheggiare le bici private. Dieci euro al mese il costo. Per gli studenti e per chi ha un abbonamento al treno o ai parcheggi di attestamento, la cifra è dimezzata: 5 euro. A questi prezzi non è difficile immaginare che le velostazioni possano riempirsi. Specie quella della Stazione. Uno studente universitario pendolare potrebbe, una volta arrivato a Terni in treno, salire in sella alla bici custodita nella velostazione di riferimento (costo 5 euro mese) e pedalare fino a Pentima. Difficile capire invece chi mai potrebbe utilizzare, come garage, la velostazione dello Staino, per il momento. Le porte si sbloccheranno dopo che, effettuato l’abbonamento e scaricata l’App, l’utente appoggerà il telefonino al lettore badge. Una volta presa o lasciata la bicicletta, dovrà però accertarsi che la porta si richiuda. Il tempo “di manovra” a disposizione è di 10 minuti. Per la manutenzione delle due ruote, per ora, niente. Le strutture, lunghe ciascuna 15 metri e larghe 4, con una forma che funge da filtro con l’ambiente circostante, non vennero progettate solo come semplice ricovero, ma pensate per essere un luogo sicuro dove poter fare manutenzione ordinaria e ricaricare le elettriche. Intanto verranno messe a disposizione del popolo delle biciclette.


