TERNI – La partita è di quelle decisive, soprattutto in prospettiva. L’ accordo di programma vuol dire futuro, vuol dire rigenerazione del sito siderurgico di Terni per farlo camminare per i prossimi vent’anni.
Anche se c’è già un presente di investimenti, quelli che sta conducendo Arvedi. Progetti di efficientamento dell’ esistente, per renderlo più produttivo. Investimenti oggi per oggi, massimo di portata triennale, come quelli per il nuovo laminatoio o delle cappe di aspirazione. Ottimizzazione dei processi in corso. Sull’ accordo di programma invece si gioca la partita del futuro del sito siderurgico di Terni. Gli investimenti per la transizione ecologica sono lì, sono quelli per rendere il sito produttivo compatibile con il tessuto urbano che lo ospita ma anche con un mercato che chiede produzioni innovative ed ad alto valore aggiunto.
Un accordo da un miliardo di euro. Come è noto mancano all’ appello i 300 milioni di quota pubblica.
Ora il pressing delle istruzioni locali . Sul tasto di ritrovare le tracce dell’ accordo di programma pigiano anche le organizzazioni sindacali. La Fim, Fiom, Uilm, Fismic Ugl e Rsu: «Servono temi celeri e certi per sciogliere i nodi principali di un accordo di programma che tarda ad arrivare».
Le segreterie territoriali hanno incontrato su loro richiesta la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. La riunione è stata interlocutoria e non ha sciolto né i tempi né i contenuti di un accordo di programma che ormai tarda da oltre un anno.
«Tuttavia come segreterie – dichiarano i sindacati – abbiamo chiesto la ripresa del tavolo al Mimit previsto per i primi di luglio e non più convocato, su questo sia la governatrice che il sindaco si sono resi disponibili ad attivarsi immediatamente per raggiungere tale obiettivo.
Ci siamo resi disponibili a partecipare a tutti i tavoli istituzionali che si intenderanno convocare, consapevoli che oggi più che mai abbiamo bisogno di tempi certi e chiarezza sugli impegni che si devono assumere il Governo, le istituzioni locali e l’azienda per garantire un futuro alle produzioni strategiche e di eccellenza, ai livelli occupazionali e salariali dei diretti e dell’indotto e delle ricadute sull’intero territorio a partire dalla sostenibilità ambientale. Chiamiamo tutti i soggetti in campo alla massima responsabilità, come organizzazioni sindacali faremo la nostra parte al fine di dare una prospettiva di sviluppo sia al sito che al territorio».


