Ast, il territorio non molla la presa sul Governo

Per la prossima settimana nuova riunione tra Regione, Comune e sindacati per sollecitare il ministero e il gruppo Arvedi

TERNI –  Il pressing  del territorio non accenna a diminuire. Anzi, l’ intensità aumenta.  Regione, Comune e organizzazioni sindacali hanno deciso di vedersi nuovamente  la prossima settimana. In agenda ancora le sollecitazioni al Governo nazionale e al Gruppo Arvedi per chiedere la firma dell’accordo di programma, anche alla luce della necessità di garantire quella transizione ecologica che può  dare futuro al sito siderurgico di Terni. Un domani che vede la necessità di adeguarsi alle esigenze ambientali del territorio e a quelle normative, che potrebbero  arrivare presto dall’Europa. La data della riunione non è stata ancora fissata ma le parti, lunedì 16 ottobre, si sono lasciate con l’intesa di rivedersi e di quanto sia necessario continuare a pressare il Governo e la Commissione Europea.

Sulla intesa di sfidare il ministero non c’è stato un fiato discordante. Regione e Comune sono usciti con un proprio comunicato, mentre le organizzazioni sindacali ne hanno dato vita ad un altro. Ma i contenuti sono sovrapponibili, perché così è stato concordato tra i convenuti al tavolo. Un tavolo che non è stato un minuetto, stando ai particolari che sono trapelati. Donatella Tesei, la presidente della Regione supportata dal suo capo di gabinetto, Federico Ricci,  ha avuto un approccio istituzionale, teso a relazionarsi con il Governo e con il territorio. Stefano Bandecchi, invece,  ha fatto il battitore libero, mettendo in campo quell’aggressività che lo porta a prendere di petto le questioni e gli eventuali avversari. Per il sindaco di Terni, in questa vicenda, c’è una controparte: il Governo centrale e il Gruppo Arvedi. Da loro esige risposte, un po’ come nella vicenda dei canoni idrici, fermo restando che tra il chiedere e l’ottenere spesso c’è di mezzo il mondo. Il suo ruolo è quello del capopopolo, in questo caso facendo proprie le richieste dei  sindacati e le paure della città sul fronte ambientale.

Bandecchi gioca facile nel chiedere risposte al Governo, così come al Gruppo Arvedi. Il sindaco non sembra per nulla intimorito da futuri scenari con eventuali vuoti di proprietà: «Se va via Arvedi ne troveremo un altro». Tutto semplice, dunque? No, perché Il Gruppo Arvedi,  dal canto suo, è pronto ad investire  700 milioni di euro a fronte di un impegno di 300 milioni del Governo sul versante della sostenibilità ambientale. Non solo, fa presente che di tasca propria sta garantendo una serie di investimenti sul versante dell’efficientamento della fabbrica, e che ha iniziato anche ad affrontare, sempre con risorse proprie, il tema della certificazione ambientale. Come dire: noi stiamo investendo di tasca nostra in attesa dell’intervento pubblico. Palla dunque nelle mani del Governo, che dopo settimane di silenzio nei confronti del territorio torna a battere un colpo con il ministro Adolfo Urso: «Stiamo completando quello che serve per l’accordo di programma». Nessun dettaglio, nessuna data. Una rassicurazione di quelle che possono essere prese per buone così come no.

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