Cardeto,  più che verde il parco è d’oro

Saltano fuori i conti per la riapertura del giardino pubblico: oltre 3 milioni di euro

 TERNI – Non è servita la calcolatrice ai consiglieri comunali che hanno approfondito la vicenda di Cardeto, per fare due conti. Per restituire, dopo dieci anni di interventi, l’area verde di Cardeto alla città, la somma complessiva è di oltre 3 milioni di euro.

Un milione e 300mila spesi dal concessionario che ha attivato il project financing per la riqualificazione del parco comunale. Poi, quando la società privata che stava conducendo il cantiere è saltata per aria, è subentrato il Comune. Nella scorsa legislatura Palazzo Spada, per arrivare alla inaugurazione (nella foto il sindaco Latini e la vice) concomitante con la campagna elettorale, ci ha messo 600mila euro. Una somma per rendere praticabile il parco e per aprire, nonostante i due lustri trascorsi, di corsa i cancelli del giardino pubblico. Ma le spese per il Comune non sono finite qui. Ora Palazzo Spada deve sborsare un altro milione per completare la struttura in cemento  armato che ospiterà il ristorante e gli altri spazi dedicati alla socializzazione. Per ultimare  la struttura – al momento uno scheletro – ci vorrà tutto il 2024.All’appello, al momento, mancano circa 200mila euro per le coperture laterali dei campi da tennis e 120mila euro per la realizzazione dei campi  da padel, così come previsto dal progetto esecutivo. Il totale supera i tre milioni di euro: oltre un milione ad ettaro, visto che il parco di Cardeto, complessivamente supera di poco i 2 ettari e mezzo. Tanti denari pubblici per un’area che nel passato ha vissuto momenti gloriosi per la vita del quartiere e della città con investimenti per nulla paragonabili a quelli degli ultimi 10 anni. «Ma la pagina più dolorosa di questa vicenda –  dice il consigliere comunale Valdimiro Orsini – è che al momento, al di là della panchine, nulla è in funzione nel parco. Le strutture sportive non sono utilizzabili per il mancato funzionamento dei servizi e degli spogliatoi.  Si tratta di una situazione per certi versi paradossale, che mi auguro  venga risolta al più presto per rispetto del denaro pubblico e per le esigenze dei cittadini che da anni attendono di poter rientrare nel pieno possesso del parco».

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