di Diego Diomedi
Prosegue il viaggio di Umbria7 nei 7 VIZI GASTRONOMICI, un tour nel mondo del gusto attraverso i sette vizi capitali. Si pensi a un pranzo o ad una cena, possibilmente tra amici, conoscenti o addirittura parenti. I 7 vizi, sotto forma gastronomica, usciranno tutti. Dalla gola all’invidia, dall’accidia all’avidità. Basta un banchetto per poter rappresentare i peccati capitali. Ma perderli è proprio un peccato…
Ciao Azzurra, ci racconti chi sei?
Buongiorno Diego e grazie. Mi chiamo Azzurra Beati e sono una ragazza di 23 anni, di Perugia, che lavora nella ristorazione. Oltre a lavorarci, sono molto appassionata di cibo e vino!
Dove lavori adesso?
In questo momento sto lavorando all’Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler, in Alto Adige.
Quale è la tua esperienza più importante nel mondo del lavoro?
Penso che ogni esperienza fatta mi abbia regalato moltissimo. Sicuramente lavorare in uno dei migliori ristoranti al mondo (il ristorante St.Hubertus dello chef Niederkofler) ti regala delle soddisfazioni grandi e ti fa crescere tanto, ma da tutte le mie esperienze quello che ho fortemente sentito è che sia molto importante nel percorso di un cameriere vedere il più possibile e conoscere diverse realtà di ristorazione.
Che significa lavorare in sala all’interno di un ristorante stellato?
Sono dell’idea che nel nostro lavoro offriamo un servizio, ospitalità e abbiamo il piacere di far passare un bel momento al cliente, quindi per la mia visione non cambia, dalla pizzeria allo stellato. Cambiano i dettagli ed i tempi magari, ma non l’importanza del servizio. La differenza la fa la cordialità, il sorriso e la gentilezza.
E ora? Ancora ristorante stellato?
Diciamo che in questo momento non sto lavorando in un ristorante stellato, in quanto questa (Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler) è una nuova apertura, precisamente dal 12 luglio. Per quanto lo chef è lo stesso, la brigata di cucina e di sala sono le stesse, dobbiamo attendere novembre per scoprire se abbiamo riconquistato le stelle o meno!
Cosa ti piace di tutto questo?
Ho la fortuna di lavorare con dei grandi professionisti che hanno il continuo piacere di insegnare e condividere il loro bagaglio di conoscenze apprese nelle loro esperienze e studio. È bello e stimolante lavorare in queste dinamiche, è un ambiente sereno dove davvero ci sentiamo come una grande famiglia che lavora insieme per offrire il meglio.
Cosa ti manca dell’Umbria?
Sono molto attaccata all’Umbria e soprattutto alla mia città, Perugia, ovviamente il mio futuro lo vedo lì. È difficile, mi manca un po’ tutto, dai paesaggi allo scendere la mattina al solito bar e sentirsi a casa.
Diego Diomedi vive a San Gemini, in Umbria. Storico dell’alimentazione e della gastronomia, collabora con “Umbria 7”, “Guide di Repubblica” e “Gambero rosso”. Ha preso parte come moderatore e come relatore a numerosi convegni e tenuto lezioni su tematiche enogastronomiche nelle scuole, all’Università e centri di formazione. Alunno di Massimo Montanari all’Università di Bologna, i suoi principali campi di ricerca sono la storia e l’antropologia alimentare. Collabora inoltre con diverse testate d’informazione. Per Edizioni Thyrus ha curato il libro “Conversazioni dantesche”.


