È rimasto chiuso per tutta l’estate, ora il bar del Teatro Romano di Gubbio spera in un nuovo gestore

Il Comune, proprietario dell’immobile, ha pubblicato il bando per l’affidamento della struttura

R.P.

GUBBIO (Perugia) – C’è speranza per vedere nuovamente aperto, a breve, il bar del Teatro Romano. Il punto di ristoro, chiuso per abbandono del gestore da luglio e rimasto quindi inattivo per tutta l’estate, potrebbe avere tra poco tempo nuova vita.

Il Comune di Gubbio, proprietario dello stabile, ha pubblicato il bando finalizzato alla selezione pubblica per l’affidamento in concessione dell’intero fabbricato comunale adiacente l’area archeologica.

Il gestore, come si legge nel bando, ha l’obbligo di tenere aperto il punto ristoro dal 1° aprile al 30 settembre (qualora le festività pasquali cadano a marzo l’apertura va comunque garantita) nell’orario minimo prestabilito dalle 12 alle 20. L’importo annuale posto a base di gara ammonta 7.500 euro. Il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

I progetti di gestione e di valorizzazione della struttura, che ciascun partecipante deve presentare per partecipare alla gara, sarà valutato da una commissione giudicatrice che valuterà, attraverso l’attribuzione del relativo punteggio, la proposta maggiormente meritevole quello, cioè che garantisca più degli altri un servizio qualificato di accoglienza e di promozione della città all’interno di un’area di particolare pregio culturale e paesaggistico come l’area archeologica del Teatro Romano.

La concessione avrà durata di sei a decorrere dalla data di sottoscrizione del contratto. Tutta la documentazione (disponibile e consultabile nel sito http://www.comune.gubbio.pg.it) entro le 12 del 27 novembre. I plichi, informa il Comune, verranno aperti il giorno alle ore 10 del giorno successivo nei locali dell’ufficio patrimonio.

Natale Assisi

Natale ad Assisi tra luci, valori e sostenibilità: la città di San Francesco si presenta al Ttg di Rimini

Umbriafiere a tutta cioccolata: è tempo di Eurochocolate (ma adesso c’è chi lo rivuole in centro)