Umbertide terremoto

Ecobonus e sismabonus per il terremoto dell’Alta Umbria, la palla è nelle mani del governo

Il commissario alla ricostruzione Castelli ha presentato un emendamento per ampliare il fondo anche agli edifici danneggiati dal terremoto di Pierantonio

AL.MIN.

PERUGIA – C’è l’ipotesi che il governo centrale estenda le misure di Ecobonus e Sismabonus al 100 %  per gli edifici danneggiati dal terremoto del 9 marzo. L’obiettivo è inserirli già nella prossima finanziaria. La notizia è arrivata dalla presidente Tesei rispondendo a una interrogazione presentata dai consiglieri regionali della Lega Marco Castellari, Manuela Puletti e Valerio Mancini.

Illustrando l’atto in aula, Castellari ha spiegato che «la legge di bilancio 2022 ha previsto che per i comuni dei territori colpiti da eventi sismici dal 2009, dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, gli incentivi fiscali del Superbonus 110% sono prorogati al 31 dicembre 2025. La legge di Bilancio 2023 ha previsto la proroga del Sismabonus, una detrazione fiscale, variabile dal 50 al 110% a seconda dell’intervento e della tipologia di immobile, agevolabile su una spesa massima di 96mila euro, per gli interventi di adeguamento antisismico realizzati negli immobili sia residenziali che produttivi».

Il 27 marzo di quest’anno, ha proseguito Castellari, è stata approvata dalla commissione finanze della Camera la proroga «che garantisce la cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ricostruzione che hanno usufruito del 110% fino al 2025, all’interno delle lavorazioni non coperte dal contributo sisma. Il commissario alla ricostruzione Guido Castelli e la banca Monte dei Paschi di Siena hanno firmato un protocollo d’intesa per riservare un plafond di 200 milioni di euro di crediti legati all’utilizzo del Sisma ed Ecobonus 110% per supportare gli interventi di ristrutturazione edilizia nel centro Italia, il quale rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2025».

Ai comuni colpiti dal sisma del 9 marzo di quest’anno, ha aggiunto il consigliere leghista, è stato riconosciuto lo stato di emergenza, ma «si è ancora in attesa di rientrare all’interno dell’area del cratere ed ottenere dunque i benefici del decreto legge 189/2016, il cui iter è in mano al ministero».

L’esponente del Carroccio ha chiesto quindi di sapere «se il plafond di 200 milioni siglato tra Monte dei Paschi di Siena e il commissario Castelli abbia valenza e quindi sia utilizzabile solo per i comuni all’interno dell’area del cratere 2016, o se sia estendibile anche alle zone in stato di emergenza colpite dagli eventi sismici in Umbria a marzo 2023”. Infine, Castellari ha domandato Si se il valore “di 200 milioni di euro sia stato calcolato tenendo conto del numero di edifici schedati e dell’importo medio necessario alla ricostruzione di ogni edificio e, se così non fosse, se c’è possibilità di impegnare altri istituti finanziari a garantire l’acquisto dei crediti per gli edifici all’interno del cratere».

Il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha reso noto Tesei, ha già presentato un emendamento al decreto omnibus per ampliare il cratere sisma 2016 ai territori umbri colpiti dal terremoto nel 2023, ma l’emendamento – ha fatto sapere la governatrice . è stato respinto dal ministero dell’Economia e Finanze (Mef) per chiarimenti sull’ammontare delle risorse e sulle relative coperture economiche. «Proprio in queste ore – ha specificato la presidente – il commissario sta fornendo al Mef le informazioni necessarie per arrivare alla copertura finanziaria dell’emendamento per poterlo inserire direttamente nella legge di stabilità 2024».

Tesei ha quindi auspicato che vengano superate le criticità e che quanto richiesto dal commissario Castelli possa essere inserito nella prossima finanziaria. «Ricordo che la Regione – ha aggiunto la presidente – ha svolto un grandissimo lavoro per poter ottenere lo stato di emergenza nazionale sul terremoto che ha colpito l’Alto Tevere. I 200 milioni di euro sono risorse già ampiamente esaurite, e si riferiscono ad una parte di interventi come quelli di ricostruzione su cantieri avviati o da avviare entro la fine del 2025 relativamente alle spese sostenute entro il 31 dicembre di quell’anno».

I 200 milioni, ha aggiunto la governatrice, sono «solo una quota parte di quanto occorrerebbe, circa 800 milioni fino al 2025. Gli accolli per i cittadini sono il 15% del valore concesso. La stima dei costi di ricostruzioni da qui alla fine del 2025 è di circa 5 miliardi di euro per l’intero cratere. Ne consegue che servirebbero 800 milioni».

Come ha informato la presidente, in occasione della sottoscrizione del protocollo il commissario Castelli nel ringraziare Mps «ha espresso l’intenzione di continuare a lavorare in questa direzione, visto che l’Appennino centrale può diventare un modello di prevenzione e di messa in sicurezza del territorio, anche grazie a questa efficace sinergia con il mondo bancario, impegnandosi implicitamente a coinvolgere altri istituti finanziari per garantire l’acquisto dei crediti per gli edifici all’interno del cratere».

Nella sua replica Castellari si è detto soddisfatto della risposta e ha »ringraziato la giunta e la presidente per il lavoro svolto. La scelta del commissario Castelli è la prova che questa esigenza c’era».

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