I 7 VIZI GASTRONOMICI / Due podcast sul cibo e perché ascoltarli in auto prima di andare a ristorante

UMBRIA7 CON GUSTO | Diego Diomedi e i consigli per l’ascolto

di Diego Diomedi

Prosegue il viaggio di Umbria7 nei 7 VIZI GASTRONOMICI, un tour nel mondo del gusto attraverso i sette vizi capitali. Si pensi a un pranzo o ad una cena, possibilmente tra amici, conoscenti o addirittura parenti. I 7 vizi, sotto forma gastronomica, usciranno tutti. Dalla gola all’invidia, dall’accidia all’avidità. Basta un banchetto per poter rappresentare i peccati capitali. Ma perderli è proprio un peccato…

Negli ultimi anni, la semplice radio è stata molte volte soppiantata dai podcast. Che sia durante lo sport, durante una passeggiata, una camminata da un luogo all’altro o in pausa pranzo, il podcast non ha un suo momento preciso. Lo si ascolta ogni qual volta si può.
Tra gli argomenti più in voga, naturalmente oltre alla politica e allo sport troviamo l’alimentazione. Anzi, la gastronomia. Il cibo da sempre fa parlare gli uomini. È un terreno di confronto, di scontro, di mercato e di politica. Racconta una storia o ne va inventare altre. Crea divisioni nette oppure le abbatte totalmente. Offre una idea in base a come lo si consuma, a quanto lo si consuma e soprattutto è diverso per chi lo consuma.
Se anche voi quando passeggiate ascoltate podcast e vorreste dei consigli su ascolti gastronomici, proponiamo 2 produzioni:

Al primo posto troviamo DOI, denominazione di origine inventata. Un podcast della scuderia Onepodcast con la partecipazione di Daniele Soffiati nel ruolo di intervistatore e Alberto Grandi, Professore all’Università di Parma e studioso di storia dell’alimentazione. Ultimamente approdato in tv e sui giornali per lo scontro con Matteo Salvini e per alcune dichiarazioni sul cibo italiano. Tre stagioni cariche con tanti argomenti. Lo scopo del podcast è quello di smontare alcune finte storie createsi intorno al cibo. Una mitologia alimentare che investe l’Italia con tradizioni millenarie che invece risalgono, secondo il Professore, a meno di cento anni fa. Molto spesso il programma ospita esperti, professori, ricercatori per allargare il discorso e ascoltare anche altre campane.

Al secondo posto Juice it up. Tre ragazzi che come prima cosa amano il cibo. Gianluca si definisce cosi: “Sono un inguaribile entusiasta, appassionato a tutto ciò che è innovativo e rivoluzionario.”
Claudio invece è calabrese ed è un gastronomo. Una mente onnivora e nella sua ricetta oltre all’organizzazione c’è naturalmente la ‘nduja.
L’ultimo, ma sul per la pagina del sito, è Alessandro. Nato e cresciuto a Reggio Emilia. Lavora nell’azienda vitivinicola di famiglia dividendosi con il ufficio, vigne e viaggi all’estero.
Oltre 100 puntate. Ogni puntata, uno più ospiti. Tanti i temi affrontati in queste oltre cento puntate. Le più interessanti? Sicuramente tra gli ospiti di spicco dobbiamo citare Nicola Perullo, Filoso e Professore all’UniSG. Impossibile non citare poi il Professor Alberto Capatti, primo rettore dell’Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo. Il tema trattato nella puntata numero 99 è stato il mondo delle Osterie d’Italia.
La puntata 96 ha riguardato il Gastronativismo, con Fabio Parasecoli protagonista. Altro tema altamente trattato è il vino. Tanti uomini e donne del mondo del cibo sono intervenuti ed intervenute ai microfono dei tre ragazzi. A
Un argomento ampiamente trattato è il vino. Ecco alcuni nomi: Eros Teboni, Nicola Gatta, Alessandro Ceretto, Nelson Pari, Alessandro Morichetti e molti altri.

Diego Diomedi vive a San Gemini, in Umbria. Storico dell’alimentazione e della gastronomia, collabora con “Umbria 7”, “Guide di Repubblica” e “Gambero rosso”. Ha preso parte come moderatore e come relatore a numerosi convegni e tenuto lezioni su tematiche enogastronomiche nelle scuole, all’Università e centri di formazione. Alunno di Massimo Montanari all’Università di Bologna, i suoi principali campi di ricerca sono la storia e l’antropologia alimentare. Collabora inoltre con diverse testate d’informazione. Per Edizioni Thyrus ha curato il libro “Conversazioni dantesche”.

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