TERNI – «Un mese fa i sindaci di Baschi, Narni e Arrone, sono venuti da me per un accordo istituzionale sul governo della SII. Una intesa l’abbiamo raggiunta ma poi la mattina dell’ elezione del Cda non hanno avuto gli attributi. Quello più sottopressione dal suo partito era Lorenzo Lucarelli, il sindaco di Narni». Riccardo Corridore, il vicesindaco di Terni e il gran capo, dopo Stefano Bandecchi, di Alternativa Popolare, racconta in esclusiva la sua versione di quanto accaduto alla SII. Racconta come è nato e naufragato l’ accordo tra AP e il PD.
«L’ intesa prevedeva tre rappresentanti di AP e due del PD, presidente Lorenzo Filippetti (Ap), un revisore a testa. Un amministratore del PD, senza aver indicato il nome, sarebbe poi diventato presidente della Provincia».
«Tutto bene ma poi sono iniziate le pressioni di pezzi del PD su i suoi sindaci. Si sono mossi i vecchi capi, in particolare il clan dei tre del quale non voglio fare i nomi. Noi abbiamo sempre sostenuto i sindaci del PD perché era una battaglia di rinnovamento, di ricambio generazionale. Una cosa sicuramente positiva».
Ma cosa è successo la mattina della riunione per eleggere il Cda?
«Fino alla sera prima era tutto ok con i sindaci del PD. Ci avevano chiesto che Lorenzo Filippetti non fosse anche coordinatore provinciale di AP , e per noi andava bene. Si sarebbe dimesso. Poi la mattina ci hanno chiesto un rinvio, in particolare Lucarelli ha detto che aveva bisogno di un’altra settimana. Implorava, ma noi di AP non ci siamo fidati. Perché tanto la situazione tra sette giorni sarebbe stata identica. È un peccato perché si sarebbe aperta una nuova stagione anche nel PD, con protagonisti i giovani sindaci e gli esponenti di ultima generazione, per scrollarsi di dosso il vincolo dei tre mammasantissima».
Alla fine, dunque, che è successo?
«Abbiamo capito che questi non avevano gli attributi per prendere una posizione forte. Purtroppo così è stato per lo scelta. Adesso verranno processati internamente».
Ma voi che farete?
«Non accetteremo più alleanze con chicchessia. È inutile che chiama la destra, il centrodestra. Andremo avanti da soli. Con l’ auspicio che la destra e la sinistra si prendano la SII. Noi non avremo problemi».


