NARNI – «Sulla vicenda del SII ho letto molte prese di posizione. Tutte rispettabili. Ma vedo che si fa molta fatica a capire due cose, da cui non si può prescindere: il SII non è una azienda municipalizzata del Comune di Terni, ma una società mista pubblico/privato di cui, per la parte pubblica sono soci tutti i Comuni della provincia e gestisce un bene primario come l’acqua; la storia recente (cosi come lo statuto) del SII prevede, per il consiglio di amministrazione, il principio della rappresentatività territoriale». Lorenzo Lucarelli, sindaco di Narni, racconta in esclusiva a Umbria7 la sua versione sul naufragio del matrimonio tra il Pd e Alternativa popolare.
La sua è una risposta al vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore, reo di aver accusato i sindaci Dem di «non avere gli attributi» e di essersi piegati «ai tre mammasantissima» del vecchio Pd che non hanno voluto l’ accordo tra Bandecchi e i giovani amministratori Dem.
Ma Lucarelli dice anche altro. Parte però dalle “implorazioni”: «Vorrei fare chiarezza su quelle che il vicesindaco Corridore ha definito mie implorazioni, e che erano semplicemente chiari e precisi tentativi di creare le condizioni per siglare un accordo. Ricordo che il Cda negli ultimi anni è stato sempre eletto all’unanimità, pur essendo l’unanimità un principio non scritto. Come sindaco e esponente del Pd, sono stato incaricato dalla segreteria provinciale del mio partito ad avviare un confronto con tutte le forze politiche e i Comuni, a cominciare dal Comune capoluogo, per esplorare le rispettive posizioni e capire i possibili esiti per il rinnovo degli organismi del SII.
Penso di aver agito con coerenza e trasparenza. Con coerenza rispetto al documento sottoscritto dai sindaci Pd del territorio provinciale, e quindi con trasparenza con i livelli superiori del partito rispetto agli esiti delle interlocuzioni, sulle quali li ho sempre informati tempestivamente».
«In ogni occasione di confronto, compresa quella con il Comune di Terni con cui ho intrattenuto una interlocuzione più fitta perché capoluogo di provincia, ho ribadito due cose, da cui non si può prescindere: è indispensabile garantire la massima rappresentatività territoriale nel CdA, anche riconoscendo al comune capoluogo l’indicazione del Presidente;
occorre garantire qualità del management che andrà a governare un settore delicato come quello di assicurare acqua alle comunità».
E quindi ora cosa farà?
«Come sindaco di Narni voterò solo se verranno garantite queste condizioni. Invito tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda a mantenere grande equilibrio istituzionale e ad evitare forzature muscolari. Mi permetto di ricordare che ciò di cui si discute spesso non interessa le nostre comunità, ma solo una cerchia ristretta di addetti ai lavori. Ai cittadini e alle forze economiche interessa un servizio sempre migliore ed efficiente».
Lei rinnega di aver dialogato con Bandecchi e Corridore?
«Dal punto di vista strettamente politico, si fa ancora fatica a capire che a Terni è cambiata la maggioranza di governo. E’ ormai tempo di avviare una seria e profonda riflessione su come sia centrosinistra che centrodestra abbiano potuto registrare una cosi pesante sconfitta».
Si dice che lei punti alla presidenza della Provincia, è vero?
«Ho letto tante dietrologie rispetto alla presidenza che mi sarebbe stata offerta e su cui voglio fare chiarezza estrema, intanto perche è una vicenda molto complessa(vedi ricorsi pendenti…) poi perché non vanno sovrapposte due questioni in quanto, come ho ribadito non si tratta di accordo politico organico. Tra l’altro nell’informare la segreteria provinciale ho subito chiarito di non essere personalmente interessato».
Ma serve dialogare tra schieramenti politici opposti?
«Sono un sindaco della coalizione del centrosinistra ma devo governare sulla base di un programma di area vasta, su progetti di area vasta, che Narni e Terni devono condividere.
Il punto cardine è che le istituzioni sono governate pro-tempore dalle maggioranze politiche che scelgono i cittadini, ma esse sono di tutti, sono la nostra casa comune.
Specie in una fase confusa come l’attuale ritengo che un forte, sano e serio senso delle istituzioni sia determinante, sapendo che le intese vanno ricercate tra forze e coalizioni politicamente alternative».


