In Umbria la corsa è tra autodromi

Terni lavora ad un  impianto da 60 milioni ma Magione replica: «Ci siamo già noi»

TERNI – E’ già competizione tra l’autodromo di Magione, da anni solida realtà del Centro Italia e quello di Terni, tutto da progettare e quindi anche da realizzare. Una corsa tra il passato e il futuro che ha già mobilitato esperti, ex campioni del mondo, sindaci,  amministratori pubblici. Alla fine di settembre, a ridosso dell’Aviosuperficie, nella piana di Maratta a Terni, c’è stato un sopralluogo che ha visto tra i protagonisti Jarno Zaffelli, noto progettista di impianti di alta velocità, e Francesco Pileri, team manager di fama mondiale, che vorrebbe realizzare a Terni un impianto per ospitare gare di auto e moto. Al termine del sopralluogo, i due si sono detti entusiasti delle potenzialità dell’area individuata, che sarebbe ottimale per un circuito di oltre tre chilometri, la lunghezza necessaria per le competizioni nazionali ed internazionali.

Il progetto è tutto da definire. Zaffelli si è sbilanciato solo su un punto: per partire servono almeno 60 milioni di euro. Un investimento da far tremare i polsi, che dovrebbe vedere oltre ad investitori pubblici una serie di rilevanti finanziatori privati. E se quel progetto è al momento di massima  quello finanziario sarebbe addirittura tutto da costruire.

Ma tanto è bastato per allarmare il sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, che è intervenuto sulla vicenda rivendicando la priorità dell’autodromo storico dell’Umbria : «Andremo verso una duplicazione che la nostra regione,  anche per le sue dimensioni,  non può  permettersi». Il sindaco ha cercato in tutti i modi di far passare il messaggio che l’autodromo di Magione non è dell’Alta Umbria,  ma di tutta l’Umbria, insistendo sulla sua denominazione: «Autodromo Umberto Borzacchini,  eroe ternano delle quattro ruote». Tra le curiosità della corsa in atto,  c’è che l’Automobil Club di Terni è uno degli azionisti dell’impianto di Magione.

Il sogno di una struttura tutta ternana circola nella Conca da qualche tempo, ed è legata a doppio filo con la presenza dell’Aviosuperficie. L’ obiettivo è quello di realizzare una grande area dedicata agli sport di cielo e  di terra, capace di richiamare, ogni fine settimana, centinaia  e centinaia  di persone. Mai però si era arrivati al coinvolgimento di uno studio di progettazione come quello di Zaffelli. Resta da capire chi mette i 60 milioni di euro.

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