Jeeg Robot d’Acciaio: guerra interplanetaria tra Bandecchi e Arvedi

Scambio di missive infuocate sulla discarica di Valle. Con attacco finale: «Ci avete avvelenato»

TERNI – E’ ormai guerra interplanetaria sull’acciaio prodotto a Terni tra l’amministrazione Bandecchi e il gruppo Arvedi. Alla festa di Ap, il luogotenente del patron di UniCusano, Riccardo Corridore,  non ci è andato leggero in riferimento all’attività del gruppo di Cremona: «Ci avete avavelenato» – ha detto nel corso del suo intervento di domenica mattina alla Passeggiata. E’ dal suo insediamento a Palazzo Spada che Stefano Bandecchi non risparmia critiche ad Ast, battendo forte sul tema dell’impatto ambientale. Secondo l’amministrazione comunale guidata dall’ex presidente della Ternana, ampiamente supportato dall’assessor all’Ambiente Mascia Aniello, Ast non sta facendo nulla per quanto riguarda la transizione ecologica. Il nuovo scambio di accuse arriva dall’utilizzo della discarica di Valle, il sito che per una vita ha ospitato i rifiuti del Comune di Terni e poi quelli dell’Acciaieria.

Attualmente il Comune utilizza ampiamente la raccolta differenziata e per l’indifferenziato si avvale della discarica delle crete di Orvieto. Ma è il passato che fa litigare l’amministrazione Bandecchi con Arvedi. Nelle scorse settimane il gruppo di Cremona ha chiesto al Comune interventi di bonifica della discarica cittadina per quanto riguarda la quota di utilizzo dei rifiuti urbani, così come avveniva negli scorsi decenni. Durissima la risposta, di queste ore, del Comune di Terni: siete voi che dovete intraprendere azioni di bonifica, i nostri progetti riguardanti la discarica di Valle sono stati sospesi mesi fa per consentire ad Ast il recupero delle scorie.  «Si deve richiamare a tal proposito che l’unico progetto presentato ad oggi al Ministero dell’Ambiente – si legge nella lettera –  autorità competente per ogni intervento di bonifica, risulta essere l’intervento di “Capping” della ex discarica, proposto dal Comune in sede di Cds  del 14 gennaio 2020 e successivamente trasmesso con pec del 4 novembre 2020. Tale progetto è stato poi sospeso nella realizzazione conseguentemente alla proposta di Ast del 25 marzo 2021, di intervento alternativo di “Landfill and mining”». Il Comune rammenta ad Arvedi che il recupero di spazi della discarica era stato previsto  proprio per gli  interventi di bonifica di Ast. Come dire che è l’acciaieria a dover trovare volumi nei quali conferire nuovi rifiuti provenienti dalla produzione di acciaio. Ancora più infuocata la chiusura della missiva proveniente da Palazzo Spada: disseminate nel sottosuolo della città ci sono scorie figlie delle lavorazioni del ferro. Il Comune cita il caso emblematico dell’ex parco Rosselli. Situazioni ad alta pericolosità per la salute pubblica, che richiedono interventi strutturali di ripristino: «Per tali bonifiche – che non potranno essere imputate al bilancio comunale – è  nostra intenzione l’attivazione di ogni possibile azione a titolo risarcitorio da parte dei soggetti che gli organi preposti individueranno quali responsabili». In sostanza Palazzo Spada chiama Ast a rispondere di quanto disseminato nel corso dei decenni nel sottosuolo della città. La guerra, dalla discarica di Valle, si allarga e si fa dunque interplanetaria.

Gli alunni della Prima B della scuola elementare di Quartiere Italia del 1975 si ritrovano alla prima campanella per l’inizio della scuola

Il 3 ottobre V Congresso dell’UGL Umbria