di Marco Brunacci
PERUGIA – Il centrodestra a due velocità dell’Umbria.
A Perugia e dintorni grandi prove di compattezza, screzi minimi (e comunque tenuti al volume più basso), ritorni di fiamma, un solo comandamento: “Vietato litigare, solo uniti si continua a vincere”. E aspettano perfino nuovi arrivi.
IL CDX DELL’UMBRIA A DUE VELOCITÀ. ZAFFINI tifa PRISCO, ROMIZI passeggia sul corso con MORRONI, il neosegretario regionale leghista MARCHETTI si è fatto fotografare con CAPARVI e ingiunge a tutti i militanti di fare lo stesso.
LA CROCE DEL SUD DELL’UMBRIA. Poi c’è invece Terni. Il problema è BANDECCHI? No. Il sindaco che si occupa di tutto fuorché di quello che può fare per il suo Comune, si gonfia sempre come un oboe su tutto e per tutto, ma già suona una spompata sinfonia. Al cdx ha anche portato via TRACCHEGIANI, che occhio e croce dovrebbe essere al sesto cambio di partito, e comunque difficilmente, vista la sua lunga esperienza, potrà diventare l’alfiere del rinnovamento bandecchiano.
FALCE E CACIOTTA. Bandecchi semmai prova a sfondare a sinistra ma trova il Pd nazionale che tira secchiate d’acqua gelata sulle (presunte e, per carità, tutte da provare) ambizioni di DI GIOIA di diventare presidente della Provincia di Terni attraverso un’intesa del genere “Falce e caciotta”.
L’imprevedibile ma lucidissimo – in questa fase politica – Fabio PAPARELLI (Pd) fa da diga pure sulla questione delle nomine nel Sii, arrivando anche ad alzare un lucido monito ad amici e avversari: “Per questioni di trasparenza – scrive – sindaci e politici di diversa estrazione, che scelgono di avere attività private insieme, farebbero bene ad astenersi dai processi decisionali”.
Come si vede la questione non può essere quindi Bandecchi, o non solo Bandecchi, il problema è il volto del centrodestra ternano prossimo venturo.
«IL PALASPORT È INUTILE», FIRMATO BANDECCHI DOC, ANNATA 2019. Per altro continuano a succedere cose, anche solo come riflesso del tric trac di iniziative del sindaco attuale.
Ancora tutti a Terni hanno in mente il vaudeville andato in scena all’inaugurazione del palazzetto dello sport (sì, proprio quel palazzetto che il sindaco Bandecchi nel 2019 bollava senza scampo come “inutile” in una intervista con Lorenzo Pulcioni).
IL PARTERRE A TERRA. Per farla breve: non è tanto quello che è successo sul palco, piuttosto quello che è capitato nel parterre. Il padrone di casa (presidente TIBERI) tiene fuori tutta la giunta comunale attuale dalla prima fila per far posto all’ex sindaco LATINI e al suo piccolo seguito.
Ma che i componenti della giunta Bandecchi siano remissivi non è una notizia, infatti solo la presidente del consiglio comunale FRANCESCANGELI, una ex di quelle che contavano nella passata amministrazione, l’avrebbe presa male e ci sarebbe stato – raccontano fonti – un vivace confronto con Tiberi. Ma anche se non ci fosse stata alcuna discussione tra Tiberi e Francescangeli, resterebbe la curiosità della giunta estromessa. Non tanto per l’estromissione, quanto piuttosto per capire il futuro del centrodestra ternano.
LO “SNODO” È IL RUOLO DI LATINI. In che senso? Nel senso del ruolo dell’ex sindaco Latini, ottima e mite persona che, per una serie di circostanze, ha però pigiato, favorendo 31 cambi di casacca tra partiti in Comune, il pulsante dell’autodistruzione del cdx della sua città.
Ora che succede? Latini non fa quel salutare passo indietro che poteva far respirare il suo schieramento e invece resta protagonista, con la vicinanza della SALTAMARTINI, ex deputata leghista, che – potete immaginare – non è vista proprio benissimo da Salvini.
L’ottima persona, ma capace con la sola forza del pensiero di liquidare un partito come la Lega che a Terni era al 39%, portarlo al 4, e far diventare un manicomio il centrodestra, non si limita a questo ma fa un ulteriore un passo avanti: è stato scelto dall’assessore Paola Agabiti come assistente. La scelta potrebbe essere solo curiosa, se non aprisse il vaso di Pandora delle illazioni. E la “croce del sud dell’Umbria” nel centrodestra passa dalle spalle di a quelle dell’AGABITI.
AGABITI APRE IL VASO DI PANDORA DEGLI INTERROGATIVI. Perché Agabiti ha voluto Latini? Ne avrò davvero fatto – come malevoli affermano – il suo referente politico per la Provincia di Terni? Quando diciamo “suo referente” intendiamo suo e della Giunta regionale o suo di Civitas, il suo movimento?
A questo proposito: Civitas non sembra essere attualmente accreditato di grandi consensi. L’assessore regionale ne sta pianificando il rilancio, pensando alle elezioni prossime venture? Come però non pensare che una mossa di questo genere comunque rende più precari tutti gli equilibri nel cdx, non tanto quelli regionali, faticosamente raggiunti, ma di sicuro quelli ternani?
Trattasi di prova di forza o ammissione di debolezza? O un segnale di “Attenzione lavori in corso”?
Di più: trattasi di prova di autonomia dal resto del cdx e dal governo regionale o è un atto condiviso?
LA BARCA CHE DEVE PORTARE TUTTI A RIVA. Comunque sia: nel momento in cui la Lega a Terni prova a ristrutturarsi, Fratelli d’Italia a consolidarsi, Forza Italia a non farsi mettere all’angolo (anche se Nevi ha ora impegni nazionali), fare una scelta così non è aprire un buco nel fondo della barca che deve portare tutti a riva?
O davvero l’assessore Agabiti, con tutti i civici della sua Civitas, vuol smettere con la politica e quindi con Latini farà solo dibattiti nella sede della sua associazione, chiamando pure la Saltamartini? Ma alzi la mano chi ci crede.
Ancora: come pensa però che prendano questi movimenti le organizzazioni dei civici che guardano al centro o al centrodestra e che invece la politica vogliono continuare a farla e pure meglio (il team di ARCUDI) anche a Terni?
LIEVE MOTO ONDULATORIO IN REGIONE. Non pensa che tutti alla fine nutrano qualche insistente sospetto su potenziali manovre trasversali?
Come si sente TESEI, dopo questa scelta? Più stabile o avverte un moto ondulatorio pur leggero?
L’assessore regionale MELASECCHE, chiamato a rimettere insieme i pezzi della Lega con quel po’ di Bostik che può rimediare, insieme alla ALESSANDRINI a MAGGIORA, si sentirà più motivato o più spiazzato?
UNA CERTEZZA FINALE: IL CENTROSINISTRA NON HA FATTO UNA PIEGA. Una finale chiosa va fatta: il centrosinistra la nomina di un ex sindaco della seconda città dell’Umbria come assistente in Regione l’ha presa bene. O comunque non ha fatto una piega. Ma non è per lo meno una cosa curiosa?


